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In Serie A non c’è il becco d’un quattrino, all’Inter men che meno. E Zhang rimane lontano, più che può, evitando di metterci la faccia. Per lui parla qualche comunicato di smentita emesso dalla Cina. Steven rimane collegato al mondo Inter mediante i quotidiani sportivi italiani che ogni mattina l’ufficio stampa deve provvedere a fargli recapitare a Nanchino, scrupolosamente tradotti in lingua cinese. Sono ossessionati dalla stampa, fanno sapere dalla sede, per cui chissà cosa penseranno quando leggeranno il caso Eriksen, già complicato di per sè e adesso reso ancora più spinoso dall’agente del calciatore, Martin Schoots, che ha presentato istanza al CONI al fine di ricevere le commissioni pattuite (7,5 milioni di euro lordi, al netto circa 4) per la trattativa, somma rateizzata che l’Inter non ha ancora provveduto a riconoscergli.

LA MOSSA DI SCHOOTS - Certo, dietro questa storia c’è molto altro. Nessun procuratore si sognerebbe mai un’azione del genere contro un club se non spinto da serie motivazioni personali. In questo momento sono pochissime le società che riescono a saldare gli oneri con gli agenti, i quali conservano comunque pazienza in attesa di tempi migliori. Perché il momento è quello che è, e in futuro potrebbero anche nascere altre trattative per altri calciatori. Dinamiche probabilmente estranee a Schoots, che invece pare curi gli interessi del solo Eriksen. Inoltre i rapporti con l’Inter sono tesi, criticità generate dalle troppe panchine del calciatore, dai suoi ingressi tardivi in campo e da qualche incomprensione di troppo, nata anche per l’evidente diversità di vedute allenatore-società in merito al tema Eriksen. E siccome è anche mediante questi passaggi che un calciatore valuta l’operato del proprio agente, ci sta che Mr. Schoots non voglia passare come uno sprovveduto agli occhi del centrocampista nerazzurro. E allora tanto vale fare la somma di tutto e portare allo scoperto qualche magagna dell’Inter, in un periodo in cui il club vive anche incertezza societaria. La situazione si potrebbe risolvere con una iniezione di capitale da parte di Suning, che comunque al momento non pare prevista.
BUON SENSO - Da viale della Liberazione fanno sapere che presto cercheranno di trovare una soluzione che preveda un dialogo costruttivo con l’agente di Eriksen. C’è crisi, non ci sono introiti e le casse sono vuote. Soldi da dare agli agenti non ce ne sono, si fatica anche a pagare gli stipendi dei calciatori e per questo la richiesta che l’Inter avanzerà a Schoots sarà quella di rateizzare ulteriormente il suo compenso. Insomma, serve buon senso da parte di tutti.