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    Inter, quella di Icardi è una dichiarazione d'amore e non di guerra

    Inter, quella di Icardi è una dichiarazione d'amore e non di guerra

    • Stefano Agresti
      Stefano Agresti
    Molti hanno interpretato la lettera che l’avvocato di Icardi ha spedito all’Inter come una dichiarazione di guerra. E certamente può sembrarlo, perché porta lo scontro a un livello superiore: non più una clamorosa bagarre interna, ma una questione legale.

    Se però pensiamo a quale sia la richiesta di Icardi all’Inter, il reintegro in organico, allora ci viene il dubbio che dovremmo osservare la vicenda da un altro punto di vista. L’argentino, in pratica, pretende che l’arbitrato gli riconosca ciò che ha sempre rivendicato: la possibilità di allenarsi dal primo all’ultimo minuto con i compagni, nella speranza di guadagnarsi un posto in campo.

    Icardi non chiede la rescissione del contratto per scappare gratis alla Juve, come (comprensibilmente) temeva l’Inter. Ribadisce, stavolta attraverso l’avvocato, che intende mettersi a disposizione di quella che continua a ritenere la sua squadra del cuore. Poi vuole anche un milione e mezzo di indennizzo, è vero, ma (parole dell’avvocato) è una richiesta inevitabile nel momento in cui si chiede il reintegro.

    Qualcuno ci prenderà per pazzi, o per inguaribili romantici, ma a noi quella di Icardi, più che una dichiarazione di guerra, sembra una dichiarazione d’amore: l’estremo tentativo di riunirsi all’Inter, benché l'Inter non lo voglia più.

    @steagresti
     

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