L'Inter si è liberata del vincolo cinese, o meglio, non dovrà più aspettare il via libera di Zhang Jindong per poter chiudere le più importanti operazioni nel corso delle prossime campagne acquisti estive e invernali. L'uscita di scena di Erick Thohir e l'ufficialità del nuovo CdA con l'ingresso di LionRock Capital hanno infatti anche ridisegnato parte dello statuto societario in tema di mercato.

LE VECCHIE REGOLE - Con il vecchio statuto, infatti, i dirigenti "italiani", (l'ad Antonello e il dg Gardini) avevano un tetto massimo per la firma (congiunta) e l'autorizzazione all'acquisto di giocatori fino a 20 milioni di euro per il costo del cartellino e a 10 milioni lordi annui di ingaggio. Steven Zhang, all'epoca soltanto consigliere, aveva un limite fissato a 40 milioni per le operazioni di mercato e 10 milioni lordi come tetto negli ingaggi.

RIVOLUZIONE ZHANG - Il nuovo statuto, invece, certifica un netto cambiamento che libera l'Inter dal vincolo cinese. Se il limite di 20 milioni di euro è rimasto e in firma congiunta per i due ad Antonello e Marotta, il presidente Steven Zhang ha ora piena libertà. Il board direttivo, gli ha infatti conferito: "tutti i poteri, da esercitarsi con firma libera e disgiunta senza limiti di importo". Una svolta epocale sia dal punto di vista dei possibili acquisti, sia da quella degli ingaggi. E l'Inter si prepara, liberandosi del gioco del Fair Play Finanziario, ad un mercato finalmente totale.