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L'Inter non si ferma più e anche contro la Roma strappa i tre punti che, a scudetto acquisito, valgono soltanto per arrotondare statistiche e record. Il 3-1 finale vale ad esempio la 15esima vittoria casalinga consecutiva che concede ad Antonio Conte di aggiornare a 22 su 22 il record di vittorie contro le altre squadre del campionato. Di Brozovic, Vecino e Lukaku (che eguaglia il record di assist stagionali in maglia Inter di Maicon) i gol che rendono inutile il momentaneo 2-1 di Mkhitaryan. Fonseca crolla ancora, ma il suo settimo posto resta salvo data la vittoria della Juventus sul Sassuolo che tiene i neroverdi a -2 in classifica.

Con la mente libera le due squadre si affrontano a viso aperto e negli spazi, complici i tanti cambi di formazione, sia nerazzurri che giallorossi arrivano spesso a farsi male. La prima grande occasione è di Pedro, il cui destro è parato da Radu, ma tre minuti più tardi è l'Inter a passare con la più classica delle azioni di Conte: Sanchez allarga per Darmian che arriva sul fondo e serve arretrato Brozovic che di prima batte Fuzato rasoterra. Il gol dà coraggio all'Inter che prima con Vecino e poi con Barella va vicino al raddoppio che puntualmente arriva al 20esimo con Lukaku che si scatena in verticale, fa rimbalzare Darboe su di sé e serve arretrato per l'accorrente Vecino il cui rasoterra batte Fuzato sul primo palo.

L'Inter gode di un Sanchez in grande spolvero a cui solo Dzeko, in barriera nega il gol, ma nel momento migliore dei nerazzurri la riapre la Roma con una verticale di Dzeko per Mkhiataryan il quale, di prima, prende il tempo a difensori e Radu e sigla il 2-1. Sanchez, non ce la fa dopo un brutto intervento di Darboe e chiede il cambio e con l'ingresso di Lautaro i nerazzurri vanno in difficoltà con la Roma che va ancora vicino al gol con Mkhitaryan prima che Perisic chiuda la prima frazione con una gran volée di sinistro deviata dalla difesa.

Nella ripresa i primi cambi (El Shaarawy per Pedro e Sensi per Vecino) e una leggerezza mentale dovuta al nulla o quasi in palio portano la Roma a prendere campo e così prima Dzeko stampa sull'incrocio un sinistro a giro e poi Cristante e Pellegrini sparano a salve addosso a Radu. L'ingresso di Hakimi ridà profondità all'Inter che proprio con il Marocchino va vicino al 3-1, ma in un clima di apparente tranquillità la scelta di Conte di sostituire Lautaro crea un incredibile siparietto in panchina con i due che non se le mandano a dire in un litigio ripreso dalle telecamere.

Proprio Pinamonti ha sul suo piede l'occasione del 3-1 ma lento e macchinoso calcia alto da posizione favorevole venendo poi steso da Darboe in area chiedendo un rigore che Chiffi, dopo un silent check, alla fine non concede. La Roma prova l'ultima reazione nel finale ma Ranocchia di testa compie un autentico miracolo anticipando El Shaarawy a Radu praticamente battuto. E allora, a gara virtualmente chiusa Hakimi si lancia in contropiede solitario e, solo davanti a Fuzato sceglie di regalare all'accorrente Lukaku la palla del 3-1 da spingere soltanto in rete.