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Il sesto uomo nella pallacanestro è un ruolo non standard e indica il giocatore che, partendo dalla panchina, in quanto non facente parte del quintetto base, riesce a dare il maggiore contributo alla squadra: è per questo considerato il primo cambio di livello, in grado di essere decisivo e di giocare anche di più dei cosiddetti titolari. In Italia il riconoscimento ufficiale per questa figura non esiste nemmeno nel basket, a differenza che in NBA: è però una figura conclamata, che si sta affermando anche nel mondo del calcio. Una sostituzione reiterata per un uomo in grado di spaccare la partita se subentrato o di non far rimpiangere i titolari se chiamato in causa dal 1': il cosiddetto dodicesimo uomo. Nell'Inter questo ruolo appartiene senza dubbio a Matias Vecino.

TRA GOL DECISIVI E IDEE DI MERCATO: SCAMBIO CON FLORENZI? - Due gol fondamentali nell'ultima settimana, nonostante le voci di mercato che delineano come la priorità dell'Inter sul mercato di gennaio sia quella di rinforzare il centrocampo, con l'uruguaiano sotto esame: la rete del provvisorio 2-0 al Signal Iduna Park contro il Borussia Dortmund in Champions League, in un match finito male per i colori nerazzurri, e la fondamentale segnatura del pari di ieri a San Siro contro il Verona, che ha dato modo alla squadra di Conte di effettuare la rimonta decisiva per la vittoria contro il Verona, che al momento vale il primo posto in classifica. Non male per un indiziato a lasciare l'Inter: negli scorsi giorni  si è infatti parlato un possibile scambio già per gennaio fra nerazzurri e Roma, con Vecino nella capitale e Florenzi a Milano

RETE CHAMPIONS E GARRA CHARRUA : DA NON SACRIFICARE! - Un calciatore difficile da sacrificare, visto che spesso i suoi gol hanno cambiato il destino dell'Inter: dalla rete alla Lazio che è valsa la qualificazione in Champions nella prima stagione di Spalletti alla splendida "garra charrua" messa in mostra nella prima gara della massima competizione europea contro il Tottenham. Insomma, un ottimo ricambio anche nella idea di rosa voluta da Conte: lasciarlo partire, con un contratto in scadenza nel 2022 e un gruppo da aumentare anche dal punto di vista quantitativo, non sarebbe una grande mossa. 

@AleDigio89