Film già visto, come l'anno scorso e ancora l'anno prima. Da Mazzarri e Mancini a de Boer e Pioli: a pagare è sempre e solo l'allenatore. Il prossimo sarà Spalletti? Io non ci sto: è ora di dire basta e fermare questo circolo vizioso. Il tecnico nerazzurro ha fatto benissimo fino a dicembre, andando oltre ogni più rosea aspettativa. Però, anche quando era in testa alla classifica, da Roma premonivano: vedrete che tutto cambierà alle prime difficoltà. Purtroppo è andata proprio così. L'Inter non vince una partita da più di due mesi, ma per fortuna (complice la frenata delle dirette concorrenti) è ancora in piena corsa con l'obiettivo stagionale di qualificarsi alla prossima Champions League. 

Spalletti è chiamato a tirare fuori il coniglio dal cilindro, a inventarsi qualcosa di nuovo per uscire dalla crisi. Ecco il vero problema: è vero che l'allenatore è il responsabile della prima squadra, ma non può e non deve essere un uomo solo al comando. In momenti delicati come questo, si vede di che pasta sono fatti i dirigenti e i calciatori. Sul campo, ma anche e soprattutto fuori. Il nuovo hashtag è #TuttiInsieme, invece in realtà lo spogliatoio rischia di spaccarsi. Mancano i leader di carattere in grado di guidare il gregge. Dietro a grandi squadre ci sono grandi società: l'Inter non lo è ancora. 

Suning ha già investito la bellezza di 530 milioni di euro in un anno e mezzo. Però quasi 300 milioni risultano prestati, con interessi a carico del club. Forse perché in società c'è ancora il presidente Thohir, che evidentemente vuole fare altri soldi oltre a quelli già guadagnati grazie al passaggio di consegne da Moratti a Zhang. Nell'ultimo anno il fatturato è cresciuto del 33% grazie a marketing e sponsor, anche se incidono i 56 milioni per i diritti del nome al centro d'allenamento e le sponsorizzazioni in Cina versati da Suning. Che ha l'obbligo di rispettare i paletti del fair play finanziario Uefa anche per la stagione 2018/2019 raggiungendo il pareggio di bilancio. Insomma, c'è da aspettarsi un altro mercato low cost. Oppure bisogna sacrificare i pezzi pregiati (Icardi e Skriniar su tutti) per fare cassa e poi ricostruire la squadra. La quale, così com'è, non sarebbe competitiva in Champions League. Il primo passo per rinforzarla dovrebbe essere quello di confermare i calciatori migliori e invece... 

In un quadro del genere, nessun allenatore al mondo può fare miracoli. Sullo sfondo tornano d'attualità le voci su Antonio Conte, sempre più in rotta con il Chelsea. L'ex ct dell'Italia si è lamentato per il mercato condotto dal club di Abramovich: tra la scorsa estate e gennaio, "soltanto" 260 milioni di euro investiti in 9 nuovi acquisti. L'Inter può offrirgli di meglio? Il primo colpo in canna Lautaro Martinez sarà il partner o l'erede di Icardi? Domande che a oggi non hanno risposta. 

@CriGiudici