Il calcio è una cosa meravigliosa. Nello scontro diretto all'ultima giornata di campionato tra Lazio e Inter c'era in palio "solo" il quarto posto in classifica, eppure questa partita ha regalato ai tifosi emozioni più forti di quelle provate dagli juventini, ormai assuefatti a vincere in Italia. Alla fine festeggiano i nerazzurri, ma bisogna comunque fare i complimenti ai biancocelesti. 

L'altalena è per cuori forti. Avvio incoraggiante: il primo tiro (fuori) è di Candreva. Poi si soffre: occasione sciupata da Luiz Felipe (cosa si sarebbe detto se al suo posto avesse sbagliato de Vrij?), parata di Handanovic su Milinkovic e tiraccio destinato in curva di Marusic deviato in rete dalla faccia di Perisic... Icardi spreca un'ottima chance, ma a pareggiare i conti ci pensa D'Ambrosio, che poi si fa beffare in contropiede da Felipe Anderson sul 2-1. Nella ripresa Rocchi fischia un rigore per un fallo di mano di Milinkovic che non c'era e giustamente il Var corregge l'arbitro. Il quale poi assegna un altro penalty per l'intervento di de Vrij (apriti cielo) su Icardi, che non sbaglia dal dischetto e raggiunge Immobile in testa alla classifica marcatori. La Lazio resta in dieci uomini per l'espulsione di Lulic (doppio cartellino giallo) e Vecino completa la rimonta con il colpo di testa vincente. Tre gol su calci piazzati valgono tre punti d'oro e l'Europa che conta. 

"Tornare in Champions League sarebbe quasi come vincere lo scudetto". Lo scrissi nel primo appuntamento della stagione in questa rubrica e lo confermo nove mesi dopo. Spalletti ha partorito un piccolo capolavoro, centrando meritatamente l'obiettivo al suo primo tentativo in un club reduce da 6 anni di fallimenti. I 10 punti in più rispetto all'anno scorso sono farina del suo sacco. Come il cambio di sistema di gioco in corsa ieri, passando alla difesa a tre. Il tutto facendo entrare dalla panchina Eder e Ranocchia, oltre a Karamoh. Per poi non parlare a fine partita, lasciando spazio alla squadra. L'allenatore e i tifosi si meritano un mercato da Champions: de Vrij (benvenuto), Asamoah e Lautaro Martinez siano soltanto l'antipasto. Suning non può tirarsi indietro, le lacrime di Steven Zhang in campo dopo il triplice fischio finale valgono più di una promessa

@CriGiudici