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Una Svezia diversa, molto diversa, da quella vista contro la Spagna, ha battuto la Slovacchia e si è presa il primo posto del girone, rendendolo ancora più incerto. La classifica ora dice: 1a Svezia 4 punti, 2a Slovacchia 3, 3a Spagna 1, 4a Polonia 0. Così, Spagna-Polonia di domani sera a Siviglia diventa un vero spareggio per non rischiare una precoce eliminazione di Lewandowski o di Morata. La Svezia ha vinto giocando un bel secondo tempo, con ritmo, intensità occasioni, con il giovane Isak a tratti imprendibile e con le mosse fortunate del ct Andersson che a metà ripresa ha messo dentro l’ex palermitano Quaison, abbattuto in area da Dubravka. Su rigore, botta secca del 10 svedese Forsberg. La Slovacchia, con i 3 punti conquistati contro la Polonia, ha pensato più a proteggere lo 0-0 (le avrebbe garantito di conservare il primo posto del girone) che ad attaccare e a parte gli ultimi 5 minuti d’assedio si è vista poco dalle parti di Olsen.

EQUILIBRIO - Il primo tempo non era stato certo memorabile. Un po’ di ritmo e di aggressività da parte della Svezia grazie al doriano Ekdal e al falloso Olsson (ammonito al terzo fallo dei primi 45’), un po’ di palleggio da parte della Slovacchia grazie all’ex napoletano Hamsik. Rispetto al pareggio contro la Spagna, la squadra orfana di Ibrahimovic non ha cambiato niente in formazione, ma molto nella strategia: non più difesa e contropiede, ma una pressione costante, anche se poco efficace. Difendeva a quattro e attaccava a tre, con Augustinsson più ala che terzino, alla... Spinazzola. Il ct Tarkovic, invece, aveva fatto due cambi dopo la vittoria sulla Polonia, fuori Haraslin e Hromada, dentro Koscelnik e Hrosovsky, ma senza portare miglioramenti. L’unica mezza occasione di questo grigio primo tempo è capitata sul piede di Hamsik: tiro dal limite, alto di poco. Per come stava interpretando la gara, si capiva che alla Slovacchia il pareggio andava bene, le avrebbe permesso di conservare il primo posto nel girone.

LA TESTA DELLA SVEZIA - La nazionale svedese ha aumentato la pressione sulla difesa slovacca a inizio ripresa e intorno al quarto d’ora è arrivata alla conclusione tre volte nel giro di due minuti. La prima è stata la più pericolosa con un colpo di testa di Augustinsson (dopo un cross di Larsson) deviato in angolo con una prodezza da Dubravka. Insidiosa anche la seconda con un altro colpo di testa di Danielson, su assist sempre di testa di Isak: palla di poco sopra la traversa. La terza ancora con Isak, destro deviato in angolo. Nel gioco aereo, come si vedrà anche al 22’ con un altro stacco di Isak e palla oltre la traversa di qualche centimetro, la Svezia stava avendo la meglio sulla Slovacchia, nonostante la presenza di un gigante come Skriniar, per la verità non coinvolto nelle azioni indicate.

IL RIGORE - Il ct Andersson ha messo dentro forze fresche, che si riveleranno decisive: in attacco l’ex palermitano Quaison al posto dello spento Berg e in mezzo al campo Claesson per l’ammonito Olsson. Tarkovic ha risposto con un cambio offensivo, con Haraslin al posto del terzino Pekarik, nel cui ruolo è sceso Koscelnik. Era il momento in cui si stava scatenando il 21enne Isak che ha puntato e saltato mezza difesa, costringendo Dubravka a un’altra parata impegnativa. Il periodo migliore della Svezia è culminato col rigore trasformato da Forsberg: l’incursione di Quaison è stata interrotta dall’uscita di Dubravka, rigore inevitabile.

FUORI HAMSIK - Quando più aveva bisogno di una guida per riprendere la partita, Tarkovic ha fatto il passo contrario togliendo Hamsik per inserire Benes e ha messo anche Weiss per Mak. Isak ha continuato a imperversare e la Slovacchia si è salvata in angolo dopo un’azione pericolosa nella sua area. Pur in vantaggio, e col primo posto nel girone, la Svezia non ha smesso di attaccare, lasciando alla Slovacchia gli ultimi 5 minuti, ma Olsen non ha mai tremato.




IL TABELLINO

Svezia-Slovacchia 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 31' st rigore Forsberg (Sve).

Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Danielson, Augustinsson (dal 43′ st Bengtsonn); S. Larsson, Olsson (dal 18′ st Claisson), Ekdal (dal 43′ st Svensson), Forsberg (dal 47′ st Krafth); Isak, Berg (dal 18′ st Quaison). A disposizione: Johnsson, Nordfeldt, Svensson, Helander, Sema, Jansson, Kulusevski, Quaison, Cajuste. Allenatore: Andersson

Slovacchia (4-2-3-1): Dubravka; Pekarik (dal 19′ st Pekarik), Satka, Skriniar, Hubocan (dal 39′ st Jancko); Kucka, Hrosovsky (dal 39′ st Duris); Koscelnik, Hamsik, Mak; Duda. A disposizione: Kuciak, Rodak, Valjent, Gregus, Weiss, Boznik, Benes, Hancko, Haraslin, Duris, Lobotka, Hromada. Allenatore: Tarkovic

Ammoniti: Olsson (Sve), Dubravka (Slo), Duda (Slo), Weiss (Slo).