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    Italia, due generazioni 'senza Mondiali'. Gravina e la passione da non disperdere? Il 'materiale umano' parte da qui

    Italia, due generazioni 'senza Mondiali'. Gravina e la passione da non disperdere? Il 'materiale umano' parte da qui

    • Emanuele Tramacere
    Facciamo un gioco: quanti anni avevate quando l'Italia giocò l'ultima partita di un Mondiale? E a che età risale il vostro primo ricordo di una partita della Nazionale ai Mondiali? Chi vi scrive ha 34 anni, ha ricordi purtroppo nitidi del Mondiale del 2014 in Brasile e del flop degli Azzurri di Prandelli e la prima immagine di un'Italia al Mondiale (al netto di qualche sprazzo visto su cassetta di Italia 90) risale al 1994 e al gol di Baggio contro la Nigeria. L'età che avanza? Sicuramente, ma questo doppio gioco serve principalmente a far riflettere su due questioni importantissime: da un lato sul fatto che, mediamente i primi ricordi legati ad un pallone che rotola su un campo, ad emozioni passionali e travolgenti, arriva intorno ai 6 anni di età; dall'altro sul fatto che sono già 8 anni che l'Italia non si qualifica a un Mondiale e, se tutto andrà diversamente dalle ultime due edizioni, i prossimi ricordi che si potranno costruire saranno a partire dal 2026. 12 anni di vuoto, riempito in parte dalla vittoria dell'Europeo, ma che sta privando praticamente due generazioni di ragazzi, della passione generata dalle "notti magiche mondiali".

    PASSIONE E MATERIALE UMANO - E in un mondo come quello del pallone che lamenta e si lamenta dell'allontanamento dei giovani dai campi da calcio in favore di quelli virtuali, che soffre di conseguenza i sempre meno italiani selezionabili e utilizzabili nei nostri campionati giovanili, e quindi nelle relative Nazionali Under, questa dispersione di "passione", "bellezza"e di "materiale umano" non è sostenibile per il futuro. Abbiamo scelto parole precise, usate ieri in conferenza stampa da Gabriele Gravina, il presidente di una Figc che, a suo dire, non si tira indietro in questo momento difficile. Eppure è proprio il numero 1 del nostro calcio a tracciare linee guida che sa di non poter portare avanti. Il calcio giovanile italiano è in difficoltà da anni, i ragazzi sono sempre meno liberi, non crescono più con un pallone in mano e se a loro si toglie anche la gioia di emozionarsi con i propri campioni cosa rimane? 

    LA SVOLTA SUBITO - Tornando al nostro gioco iniziale ed abbasando a 4 anni l'età dei primi ricordi, praticamente tutti i ragazzi nati dal 2010 ad oggi, non hanno ricordi dell'Italia ai Mondiali (non che quelli del 2010 rappresentino un buon ricordo, anzi). Cosa significa? Che i ragazzi che oggi hanno fra gli 0 e i 12 ragazzi, nessuno di loro può tornare indietro coi ricordi ad emozioni (di campo, ma anche di vita) che avvicinano al mondo del pallone. Il "materiale umano, la bellezza e la passione" dispersi in un istante. E Gravina si lamenta di una nazionale sempre meno seguita e sempre più in difficoltà? Senza una svolta immediata, partendo nuovamente dal basso, sarà difficile invertire questa tragica rotta e l'assenza ad un Mondiale potrebbe diventare un'inquietante abitudine.

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