Sabato inizia il nostro girone di qualificazione per Euro 2020. Giocheremo contro la Finlandia, che abbiamo incontrato l’ultima volta in una partita ufficiale nella stupenda Helsinki, l’11 giugno 2003, anche in quel caso la partita valeva per la qualificazione a un Europeo, in Portogallo nel 2004. Da allora, li abbiamo sfidati altre due volte, però solo in amichevole.
   
Sono passati 16 anni, ma finalmente troviamo un punto di vicinanza fra l’Italia all’epoca allenata da Giovanni Trapattoni e l’Italia attuale guidata da Roberto Mancini: la qualità. Abbiamo ritrovato la strada, le ultime 4 partite della Nazionale sono state giocate bene, o molto bene, dagli azzurri. La differenza è che il ct di oggi sta seguendo la crescita di una generazione più che promettente, il ct di allora, invece, raccoglieva i risultati di una generazione fantastica, ma già cresciuta.
   
Quella sera, a Helsinki, il tecnico che per anni è stato bollato come difensivista (lui che metteva insieme ogni volta almeno tre attaccanti, per esempio Rossi, Boniek e Platini: i luoghi comuni sono la rovina del calcio), fece giocare nella stessa squadra tre numeri 10. Da destra a sinistra: Stefano Fiore, giocatore straordinario, uno dei più sottovalutati di quel periodo e non abbiamo mai capito perché, Francesco Totti e Alessandro Del Piero. I tre giocarono alle spalle di un centravanti che non segnava tanto, Bernardo Corradi, ma che in ogni caso era un centravanti di ruolo.
   
Giocammo un’ora splendida, dopo aver sofferto un po’ all’inizio. Modulo di base il 4-2-3-1 con questa formazione: Buffon; Panucci, Nesta, Cannavaro, Zambrotta; Perrotta, C. Zanetti; Fiore, Totti, Del Piero; Corradi. Le tre riserve entrarono dall’80' in poi perché in quella squadra non c’era niente da ritoccare: Oddo per Fiore all’83', Delvecchio per Corradi all’85', Legrottaglie per Cannavaro al 90'. La Finlandia non era all’altezza degli Azzurri, ma poteva contare comunque sul difensore centrale del Liverpool, Sami Hyypiä (ai reds per 10 stagioni, dal ‘99 al 2009), e su quel fantastico numero 10 di Ajax, Liverpool e Barcellona, Jari Litmanen. 
   
Vincemmo 2-0 e se qualche lettore ha un po’ di tempo vada a rivedere i due gol degli azzurri. Spettacolari. Il primo: lancio di Nesta, tocco al volo di Fiore per Panucci che attaccava sulla fascia destra, cross a pelo d’erba, girata al volo strepitosa di Totti e palla sul palo lontano. Tre tocchi in tutto per segnare una rete fantastica. Il secondo: lancio al millimetro di Totti per Del Piero smarcato a sinistra, scatto prolungato con due difensori finlandesi addosso, appena entrato in area ha fatto partire una labbrata di sinistro sotto il più vicino incrocio dei pali. Stravincemmo il girone di qualificazione con 4 punti più del Galles e la qualificazione fu nostra.
   
La speranza è che un ricordo così bello aiuti la Nazionale di oggi a a fare altrettanto.