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ITALIA-UNGHERIA 2-1

ITALIA:


Donnarumma 6,5: stringe i denti e gioca da capitano, bravo e puntuale nei salvataggi, - due su Sallai e uno su Szoboszlai. Il solo in campo in tre partite su tre, l'Italia da Wembley è nelle sue mani, nel bene e nel male.

Calabria 6: audace e pieno di spirito sulla destra, osa qualche scorribanda offensiva e difende con sicurezza.

Mancini 5,5: vicino al gol con un bel colpo di testa, grande attenzione in difesa e recuperi fondamentali, ma l'autorete che rimette in gioco l'Ungheria è tragicomica.

Bastoni 6: meno puntuale del solito nelle uscite, sfiora il gol del raddoppio e si spinge in avanti con costanza.

Spinazzola 6,5: bagliori di "Spina" europeo, nella discesa e nell'assist per Barella, ma anche nei movimenti e nella corsa. Quanto ci era mancato! (dal 75' Dimarco 6: entra e non sbanda, proponendosi anche in fase offensiva).

Pellegrini 7,5: di classe, di mente e di fatica. Troppo altruista nel servire Gnonto nella prima occasione per il raddoppio, che però realizza poco dopo su assist di Politano. Seconda rete dopo quella alla Germania, l'Italia deve ripartire dal suo 10, l'uomo di maggior caratura tecnica. (dal 66' Locatelli 6: sfiora il tris nel finale, deve recuperare condizione e sicurezza).

Cristante 6: lotta in mezzo al campo, si vede poco ma si sente tanto.

Barella 7: ottavo gol in Nazionale con un bolide dal limite, marchio di fabbrica, così come il consueto giallo per troppa irruenza. Ma il cuore e la grinta dell'interista sono un unicum insostituibile in questa Italia. (dall'84' Tonali sv)

Politano 7: volenteroso ma poco preciso inizialmente, a un certo punto si sveglia e mette il turbo, servendo un cioccolatino a Pellegrini per il raddoppio, prima di spaccare la traversa con un bel mancino da fuori. (dal 75' Belotti sv)

Gnonto 6,5: fantasia e velocità, come l'acqua nel deserto per l'Italia di Mancini. A volte nei movimenti sembra il Papu Gomez, manca il gol del 2-0 di poco ma dribbla e corre con passione.

Raspadori 6,5: svaria molto sul fronte offensivo e illumina con alcune giocate di fino, può essere l'attaccante giusto per partite in cui non serve la boa ma una punta capace di dialogare e favorire i compagni. Da solo però non basta. (dall'84' Zerbin sv)

All. Mancini 6,5: Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno l'Italia. Ripartire dopo la sbornia europea e la mazzata mondiale non è e non sarà facile, ma è l'uomo giusto per farlo.


UNGHERIA:

Dibusz 6: nega il vantaggio a Mancini, sfiora il pallone sul gol di Barella e salva quello che può. Indubbiamente tra i meno colpevoli del reparto.

Lang 5: buon primo quarto d'ora, poi si spegne e viene superato sistematicamente dagli scambi veloci degli attaccanti azzurri.

Orban 6: insuperabile per mezz'ora, il migliore dei tre dietro. E nella ripresa prova anche la sortita su calcio d'angolo, ma la sua conclusione finisce tra le braccia di Donnarumma.

At. Szalai 5: si becca un tunnel da Politano sul secondo gol, non dà mai sensazione di sicurezza ai compagni.

Nego 6: salva un gol fatto anticipando Gnonto a porta vuota, nulla può poco dopo su Pellegrini. Argina i problemi dalla sua parte (dal 58' Fiola 6: entra e ha il merito di mettere in mezzo un cross apparentemente innocuo che Mancini trasforma clamorosamente in autogol).

A. Nagy 4,5: il centrocampista del Pisa sarebbe l'uomo d'ordine, ma è in serata decisamente no. Nullo nella doppia fase (dal 58' Styles 6: dà un'altra intensità al reparto).

Schafer 5,5: come il compagno di reparto, si nota solo per uno spunto nella ripresa che porta a una conclusione di Sallai (dall'87' Vancsa sv).

Z. Nagy 5: se Nego limita i danni sulla destra, lui a sinistra soffre e basta. Politano e Calabria fann quello che vogliono (dall'81' Bolla sv).

Sallai 6: è il più attivo dei suoi, impegna Donnarumma nel primo tempo e due volte nella ripresa.

Szoboszlai 5,5: uno spunto in velocità nel primo tempo e nulla più. Anche quando può esibire le proprie qualità non brilla, come sulla punizione che calcia malamente sulla barriera nel primo tempo.

Ad. Szalai 5: isolato, servito poco e male. Ma anche quando gli arriva il pallone non lo gestisce nel migliore dei modi, vanificando un paio di situazioni che potevano diventare pericolose (dall'87' Adam sv).

All. Rossi 6: la sua Ungheria barcolla ma non sbanda in maniera clamorosa. Alla vigilia aveva sottolineato come in un girone di ferro come quello in cui è capitato servisse un po' di fortuna, l'Ungheria ha il merito di attirare a sé un pizzico di buona sorte resistendo nei momenti complicati e raccoglie l'autorete di Mancini che riapre la partita quando sembrava potersi chiudere definitivamente. Difficile chiedere di più o un'altra impresa dopo quella con l'Inghilterra, ma questa Nazionale si conferma una squadra ostica per le big europee.

@AleDigio89 e @Albri_Fede90