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Julio Cesar, ex portiere dell'Inter, parla ai microfoni di Sky Sport, ripercorrendo alcuni momenti in nerazzurro.

LA PARATA PIU' BELLA - "La parata più bella e più importante è quella su Messi in semifinale di Champions League. Anche ora quando torno in Italia tanti tifosi parlano di questa parata, proprio per il momento e per il giocatore che l’ha calciata. Essendo Messi è ancora più bella”.

PORTIERI APPREZZATI OGGI - "Mi piace tantissimo Oblak dell’Atletico, Navas del PSG che fa tante cose anche se è sottovalutato. Buffon adesso ha la sua età, diciamo che ora è un ex portiere, ma è sicuramente un punto di riferimento per tutti i portieri nel calcio. Non posso però dimenticarmi di parlare di Handanovic, sta mettendo regolarità all’Inter da anni. È fortissimo, anche se non parlano molto all’estero di lui, perché l’Inter ha giocato poco la Champions da quando c’è lui, ma per me lui è sicuramente uno dei cinque più forti"
SARESTI RIMASTO PER SEMPRE ALL'INTER? - “Sicuramente sì, però in quel momento è successo qualcosa che io non riuscivo a capire bene ma mostro sempre rispetto alla società, per quello che ha sempre fatto per me e la mia famiglia, e ho accettato la scelta. Ho lasciato l’Inter e sono uscito dalla stessa porta dalla quale sono entrato. Abbiamo sempre un buon rapporto con chi c’era e chi c’è anche oggi, il rispetto c’è sempre. Certo, fosse dipeso da me sì, sicuramente sarei rimasto all’Inter per il resto della mia carriera”.

ORA CHE FARAI? - “Adesso sto già facendo. Ho cominciato a lavorare come procuratore, ho studiato. Non ho mai pensato di fare l’allenatore dei portieri. Mi sto portando in questa direzione, sto facendo il corso della UEFA, un corso bellissimo anche per capire come funzionano le cose anche seduti attorno a un tavolo”.

SU MATERAZZI - "Anche Matrix mi scrive, lui mi prende sempre in giro dicendo che porto sempre la giacca di pelle. Quando siamo andati a fare la tournè in Inghilterra, non c'erano molti giocatori perché era il periodo degli attacchi terroristici, lui mi è stato molto vicino, mi ha insegnato l'italiano. Per lo più mi ha insegnato parolacce".