Una batosta sul campo ieri sera, un tracollo questa mattina sotto l'aspetto economico all'apertura della Borsa di Milano. Il giorno dopo la sconfitta contro l'Atletico Madrid, se possibile, è ancora più duro per la Juventus, che ha registrato un pesante segno meno col proprio titolo. La prima proiezione è di una perdita di oltre 13 punti percentuali, che tradotto in numeri più spicci significa circa 160 milioni di capitalizzazione in fumo. Una perdita parzialmente rientrata a metà mattina, quando il calo del titolo si attestava al 9%; cifre che preoccupano gli investitori, ovviamente, consapevoli però del fatto che il valore abbia subito una crescita clamorosa rispetto allo scorso anno (76%). Oggi, un'azione della Juve vale 1,29 euro, mentre a settembre, forte ancora dell'effetto Ronaldo, si era spinto fino a 1,67 euro.

Numeri della Borsa a parte, la Juventus si lecca le ferite dopo il brutto ko del Wanda Metropolitano e inizia a pensare sin da oggi all'operazione remuntada del prossimo 12 marzo, anche per non dover perdere per strada i ricchi introiti della Champions League. Al momento, il club bianconero ha già guadagnato 84 milioni di euro in premi Uefa, cifra che salirebbe di ulteriori 10,5 se fosse passato il turno. Secondo quanto riferisce Calcio e Finanza, la prospettiva più ottimistica, o se preferite quella che alimenterebbe i maggiori rimpianti se Allegri e i suoi fossero eliminati, è quella di portare a casa in totale fino a 126 milioni, obiettivo raggiungibile soltanto con la vittoria della coppa e l'eliminazione per strada della Roma.