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Il rinnovo arriva. E Paulo Dybala resta. Alla Juve, sicuramente. Anche a casa. Tra trattative e convalescenze, anche questi giorni possono scivolare. Con la Joya che ad Afa Play ha confermato i problemi avuti in questa fase: “Avevo una brutta tosse, mi sentivo stanco e quando dormivo sentivo freddo. All’inizio non ho pensato a cosa potesse essere ma era successo lo stesso ad altri due compagni e l’ultimo ero io. Avevamo mal di testa, ma era consigliabile non prendere nulla. Il club ci ha dato delle vitamine e col tempo ci siamo sentiti meglio”. Una condizione che ha reso problematici gli allenamenti: “È una cosa psicologica, all’inizio hai paura ma adesso va bene. In questi giorni non abbiamo avuto sintomi. Prima mi stancavo più in fretta. Volevo allenarmi ma dopo cinque minuti ero già senza fiato. E lì abbiamo capito che qualcosa non andava bene, poi i test ci hanno rivelato che eravamo positivi al virus. Ogni giorno qui muoiono molte persone, le cose vanno molto male. Non si riescono a gestire più i casi, ecco perché molti Paesi hanno inviato i loro medici. Non è una cazz…, bisogna stare attenti. Le persone devono stare a casa”. Intanto arrivano conferme riguardo il fatto che se non fosse risultato positivo al Covid-19, Dybala sarebbe rientrato a sua volta a casa in Argentina come fatto da tanti altri compagni. Ma Paulo è rimasto e a distanza possono proseguire i contatti per la trattativa del rinnovo.
LA TRATTATIVA – È Jorge Antun ad occuparsene, sarebbe dovuto arrivare a Torino in questi giorni ma non è ovviamente possibile. Ma le riunioni con Fabio Paratici vanno avanti, la Juve ha già alzato la propria offerta toccando quota 10 milioni di euro, la distanza è sempre più ridotta e la fumata bianca sembra già nell'aria, anche se potrebbe essere necessario per il club bianconero pareggiare almeno l'ingaggio percepito da Matthjis de Ligt, 12 milioni tra parte fissa e bonus. Con in più la consapevolezza di essersi riuscito a conquistare per davvero un ruolo al centro del progetto Juve, nonostante potrà essere spesso lui il primo nome richiesto da altri club in un mercato degli scambi come quello che ci si appresta a vivere in tutta Europa.