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Quella di Pirlo è la peggiore Juventus degli ultimi cinque anni. Lo dicono i numeri, su tutto il resto ci si può confrontare; tanto che poi - a guardare con attenzione - si scopre che anche il primo Conte partì col freno e che il secondo anno di Allegri sembrò - almeno all’inizio - l’anticamera dell’inferno. E invece no. Abbiamo dato un’occhiata alle partenze bianconere dell’ultimo ventennio, escludendo il campionato di Serie B post Calciopoli. Questo è quanto è emerso.

I numeri, dunque. In cinque giornate la Juventus ha raccolto 9 punti, frutto di una vittoria sul campo (3-0 alla Sampdoria al debutto), una a tavolino (3-0 sul Napoli) e tre pareggi (2-2 con la Roma, 1-1 con Crotone e Verona). Una sola vittoria su quattro partite giocate sul campo. Questi sono i fatti. Di positivo c’è che la Juve non ha ancora perso. Per trovare una partenza peggiore di quella attuale bisogna risalire al secondo anno di Allegri sulla panchina bianconera, campionato 2015-16, appunto cinque anni fa (poi fu scudetto). Solo 5 punti in classifica e un 13° posto che aveva fatto tremare i Campioni d’Italia: sconfitte con Udinese e Roma, pari casalingo col Chievo, prima vittoria alla 4ª a Marassi col Genoa e ancora pari in casa con il Frosinone. Partenza da brividi.

L’anno scorso - a questo punto del campionato - la Juve di Sarri era seconda dietro l’Inter, con 13 punti, + 4 sulla Juve di Pirlo. Sarri aveva vinto con Parma, Napoli, Brescia e Verona e aveva pareggiato con la Fiorentina. La Juve non convinceva (non del tutto), ma vinceva. Allegri - se come detto escludiamo l’impasse del secondo anno - per tre volte su quattro è partito a razzo, vincendo le prime cinque partite in calendario. Quattro vittorie e una sconfitta (2-1 contro l’Inter alla 4ª giornata) ma comunque il primo posto per l’Allegri del 2016-17. Se andiamo ad analizzare il triennio di Conte ci accorgiamo invece che il primo anno sulla panchina bianconera cominciò senza botti: 2 vittorie e 3 pareggi, 9 punti, gli stessi di Pirlo. Conte nei due anni successivi perfezionò il pronti-via piazzando per due volte 4 vittorie e 1 pareggio.  
A far peggio di Pirlo - decisamente peggio - fu la scombiccherata Juventus di Del Neri che nel 2010 si trovò al 9° posto dopo 5 giornate, con soli 7 punti, frutto di 2 vittorie (Udinese e Cagliari), 1 pareggio (Sampdoria) e 2 sconfitte (Bari e Palermo). Persino la tanto criticata Juventus del 2009-10 affidata all’inesperto Ferrara (sostituito a campionato in corso da Zaccheroni) all’inizio partì con il vento favorevole: 13 punti, dopo 4 vittorie e 1 pareggio. L’anno precedente ecco la Juve di Ranieri, che segnava col contagocce: meno di un gol a partita - e nelle prime 5 giornate raccolse 2 vittorie e 3 pareggi, per 9 punti complessivi e un 8° posto. Un po’ meglio era partito il primo Ranieri: 3 vittorie, 1 pari e 1 sconfitta nel 2007-2008, la Juve neopromossa che alla fine centrò il 3° posto.

Passiamo alla Juve di Capello. Cinque vittorie, primato solitario e due soli gol subiti nel 2005-06; quattro vittorie e un pareggio (e un solo gol al passivo) l’anno prima (2004-05), ma sempre primato in solitudine. Chiudiamo con Lippi: nel 2003-04 la sua Juve dopo 5 giornate è in testa col Milan (4 vittorie e 1 pari), nel 2002-03 - con la prima giornata che venne posticipata a novembre (1-0 in casa del Piacenza) la squadra bianconera aveva raccolto nelle prime cinque partite giocate esattamente quanto la Juve di Pirlo: 9 punti (2 vittorie e 3 pareggi), mentre la Juve del 2001-02 - sempre con Lippi - alla 5ª giornata era terza dopo Inter e Chievo con 3 vittorie, 1 pari e 1 sconfitta. Infine, la Juventus di Ancelotti (2000-01) che battezzò il Duemila con 3 vittorie, 1 pari e 1 sconfitta (alla 5ª giornata aveva davanti Udinese, Roma e Atalanta).