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Il corto muso sta dando i risultati sperati e le 4 vittorie consecutive per 1-0 a cui si è aggiunto il contestatissimo pareggio in extremis per 1-1 contro l'Inter ha rimesso la Juventus in corsa se non per lo scudetto quantomeno per gli obiettivi base stagionali che rappresentano la qualificazione alla prossima Champions League in campionato e il passaggio agli ottavi nell'attuale torneo. Due obiettivi non semplici da perseguire e per cui non può bastare la strategia adottata finora da Massimiliano Allegri per rinsaldare la difesa dei bianconeri che tuttavia ha contestualmente anche annullato del tutto o quasi il potenziale offensivo.

TROPPI POCHI TIRI - I numeri non mentono e in particolare per poter segnare più di un gol, la Juventus dovrà tornare a calciare più volte verso la porta avversaria. Da inizio stagione in 9 partite in Serie A i bianconeri hanno collezionato 95 tiri di cui solo 40 nello specchio per una media di circa 5 tiri in porta a partita. Analizzando però soltanto gli ultimi 5 risultati (i quattro 1-0 + l'1-1 con l'Inter) il numero cala drasticamente a 12 con una media di 2,4 tiri a partita alzatosi però nei minuti finali della gara contro l'Inter.
DYBALA CAMBIA LA MUSICA - Le difficoltà nel reparto avanzato a livello di infortuni sono state numerose, ma non sono stati né il rientro di Morata, né l'alternanza fra Kean, Chiesa e Kulusevski a far risalire, seppur di poco quei numeri. La mossa che con l'Inter ha ridato, seppur in minima parte, luce alle azioni offensive della Juventus è stato il rientro in campo di Paulo Dybala, forse l'unico in grado di garantire ad Allegri quella fantasia, quel cambio di musica e di spartito che possa ridare pericolosità ad un attacco spuntato. Su calcio piazzato, dal dischetto del rigore, da corner, ma soprattuto da faro offensivo, è la Joya la carta in più di questa Juve.