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C'è un piano in casa Juve per l'attacco. Anzi, ce ne sono diversi. Ma uno è chiaro anche se complicato: trattenere Alvaro Morata e lasciare andare Moise Kean. Il primo passo, verso lo spagnolo, vede la Juve intenzionata a non rilanciare ma nemmeno ad arrendersi alle offerte migliori arrivate sul tavolo dell'Atletico Madrid, anche perché l'Arsenal è con un piede e mezzo fuori dalla Champions, fattore che si unisce al mal di Londra di Alvaro. Allora l'offerta da 15 milioni più 5 di bonus verrà formalizzata, con la convinzione che presto o tardi l'Atletico aprirà all'idea del maxi sconto rispetto ai 35 milioni previsti dal diritto di riscatto. Detto di Morata, ecco il capitolo Kean. Ben complesso, di cui si è parlato sempre lunedì nel summit fiume con Rafaela Pimenta.

IL PUNTO – La Juve continua a volersi liberare di lui, Kean accetta ben volentieri di cambiare aria perché con Max Allegri l'amore non è mai sbocciato. Solo che l'Everton non ha intenzione di rivedere gli accordi. Il che porta a un'unica via d'uscita per evitare una convivenza forzata e carissima: il riscatto anticipato. La Juve dovrebbe infatti acquistare subito Kean a titolo definitivo, versando i 4 milioni per la seconda stagione di prestito oltre ai 28 (che con i bonus possono salire a 31) milioni per il riscatto. Cercando quindi una soluzione terza, una cessione o magari uno scambio, che possa salvare l'investimento.
LA SPONDA – La sponda è sempre la stessa, quella del Psg. A Parigi si è visto il miglior Kean della carriera, alle giuste condizioni lo riabbraccerebbero. Si cerca quindi un incastro che possa andare bene per tutti, le pedine di scambio non mancherebbero, la preferita della Juve è sta individuata da tempo e risponde al nome di Leandro Paredes. Non è semplice il gioco delle valutazioni, non è semplice in assoluto questo meccanismo per risolvere il problema Kean. Ma la Juve ci prova.