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Le statistiche avvertono che , nel 67,8% dei casi, la squadra campione d'inverno alla fine diventa campione d'Italia. Se e' vero che nel calcio spesso i numeri schiacciano le parole, la Juve e' in una botte di ferro, considerato il diciannovesimo risultato utile consecutivo (11 vittorie, 8 pareggi), il primato solitario in classifica, l'imbattibilita' da record anche in Europa.

Ma e' soprattutto la qualita' della prova di Bergamo che legittima le ambizioni tricolori di Conte, comprensibilmente soddisfatto per l'autorevolezza della squadra che, contro l'Atalanta, ha dato un saggio significativo della sua forza e dei suoi progressi. Due gol, un palo, una traversa, la conferma della grandezza di Pirlo, la consapevolezza di avere vinto la scommessa Giaccherini, per non dire di Marrone, il cui assist per l'ex cesenate e' stato un sigillo di classe.

I bergamaschi si sono battuti con l'orgoglio di chi sa di essere tecnicamente inferiore ai rivali, ma non rinuncia a lottare sino a quando ha fiato in corpo. La terza sconfitta consecutiva inanellata in questo nerissimo inizio 2012 (Milan, Lazio, Juve), non puo' inficiare lo straordinario lavoro di Colantuono, chiamato assieme ai suoi giocatori a compiere un'impresa titanica.

La panchina d'oro e' il riconoscimento minimo da assegnare al tecnico laziale se tiene l'Atalanta in serie A nonostante i 6 punti di penalizzazione, il tradimento di Doni e le sue maledette scommesse, le scorie baresi di Masiello che rischiano di risultare particolarmente velenose e di scatenare l'inferno in serie A.

Il ciclone Roma ha travolto il Cesena, tenendo i romagnoli a cinque punti dai nerazzuri e proprio dallo spareggio con la squadra di Arrigoni comincera' il girone di ritorno dell'Atalanta.

In attesa di sapere come andra' a finire il recupero con il Catania, gli uomini di Luis Enrique continuano a macinare gioco e risultati. Tralasciando la gara in Sicilia, sospesa per il diluvio, i giallorossi hanno inanellato cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei partite complete. E tutto questo, incuranti della pubalgia e della questione contratto che arrovellano De Rossi. Come volevasi dimostrare, e' sempre Totti l'anima della Roma che l'ha consegnato alla storia el nostro calcio: il Capitano ha battuto il record di Nordahl e, con 211 gol, e' il miglior cannoniere di sempre con la stessa squadra.

E pensare che, l'estate scorsa, nella Roma c'era chi voleva farlo fuori. Non e' assolutamente casuale ogni riferimento all'infelice battuta di Baldini sulla presunta pigrizia del Nmero 10, alle incredibili dichiarazioni di Sabatini circa "il caso Totti che sta uccidendo la Roma" (2 settembre 2011) nonche' al clamoroso doppio errore di Enrique in Europa League che una volta escluse il fuoriclasse e un'altra lo mando' in panchina, salvo inserirlo troppo tardi e pagare giustamente dazio con lo Slovan Bratislava che elimino' i giallorossi.

Con l'umilta' che lo contraddistingue, l'asturiano ha capito di avere sbagliato e Totti e' tornato ad essere cio' che e' sempre stato: la Roma.

Xavier Jacobelli

Direttore www.quotidiano.net