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Ultimo atto. In scena i migliori. All'Olympiastadion di Berlino, teatro della finale di Champions League tra Barcellona e Juventus, era presente il meglio che il calcio potesse offrire. E lì, nel cuore del gioco, a centrocampo, il passato, il presente e il futuro del calcio mondiale. Xavi e Andrea Pirlo dall'alto della loro storia, entità quasi inavvicinabili, campioni di tutto, che con la gara di ieri hanno detto addio al calcio che conta; Iniesta, con i suoi 31 anni, pronto a iniziare una nuova carriera, quella senza il gemello Xavi, da capitano del Barcellona; Paul Pogba, che con il suo talento e la sua classe è pronto a divorarsi il futuro. In tutto questo era lì, presente, Claudio Marchisio.

INVESTITURA - Primo tempo non facile: Iniesta lo fa soffrire da matti. Ma il solo fatto che Allegri abbia messo lui a contrastare la classe di Don Andrés è un'investitura importante. Un primo tempo fatto di corsa, sacrificio e abnegazione. Poi il cambio di posizione con Pogba ed ecco il salto di qualità. L'azione del pareggio di Morata parte da lui, da un colpo di tacco geniale, di pura classe, degno del Maestro Pirlo. Poi i suoi tiri dalla distanza, che hanno creato qualche problema a ter Stegen. Nella serata in cui Vidal, Pirlo e Pogba fanno fatica, il prodotto del vivaio bianconero, quello che meglio di chiunque altro rappresenta la juventinità, ha brillato, consacrandosi, ormai, tra i grandi del ruolo. 
PUNTO FERMO...DA BLINDARE- Una stagione incredibile, in cui Marchisio ha fatto il definitivo salto di qualità. Punto fermo del presente e anche del futuro. Forse. Con Pirlo prossimo all'addio, con il destito di Pogba e Vidal da decifrare, il 29enne azzurro sarà il regista della Juve del prossimo anno. Anno in cui andrà in scadenza di contratto. Marotta e Paratici ci stanno lavorando, hanno parlato con l'agente del giocatore, il padre Stefano, e vogliono blindarlo sino al 2019. Ma devono affrettarsi: il Principino è diventato Re e le big d'Europa, soprattutto d'Inghilterra, sono pronte a darsi battaglia.

AT