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In Serie A, il peso delle plusvalenze su ricavi è del 25%, e tutte le squadre, chi più e chi meno, vi fanno ricorso. Fra queste, come emerge in un’inchiesta di Panorama, spicca a Juventus: nell’ultimo bilancio, il peso sale al 29% con 166 milioni su 573. Un record.

Il cambio di strategia, in casa bianconera, è partito dal 2016, scrive Giovanni Capuano: nel quadriennio 2012-2016 le plusvalenze erano state in tutto di 74 milioni (5,5% del giro d’affari complessivo). Poi, la progressione violenta, così come del fatturato, arrivato a toccare quota 621 milioni nel 2019, prima di ripagare causa pandemia.

Pogba è stato il primo e da lì la Juventus ha cambiato modo di fare: i bianconeri dal 2016 ad oggi hanno messo insieme la bellezza di 526,9 milioni di euro di plusvalenze. La Juve ha usato il calciomercato come leva per sostenere la crescita, insieme al ricorso all’indebitamento e a investimenti sulla rosa (Ronaldo su tutti) fatti alo scopo di dare appeal commerciale al marchio. Magari sacrificando qualcosa alla progettualità tecnica.