Se valutiamo oggi questa storica epopea juventina, arrivata a otto scudetti, siamo portati a ritenere la squadra bianconera troppo forte per le concorrenti. Ed è vero, ora più che mai con Cristiano Ronaldo. Ma non è stato sempre così, e questo lo dimentichiamo. Quando Conte ha vinto il primo titolo della serie, il Milan (di Allegri) era probabilmente migliore per organico, e anche nelle stagioni successive non esisteva questo solco profondo, incolmabile.

 

Cos’è successo dunque? Semplice: sono mancate le avversarie, a livello societario e di conseguenza sul campo. L’Inter e il Milan post Moratti e Berlusconi non hanno trovato proprietari adeguati per tenere testa alla Juve: un indonesiano che i soldi voleva farli, non spenderli, e un cinese misteriosissimo. Il Napoli è cresciuto e non ha più venduto i suoi giocatori migliori, a parte Higuain scappato attraverso la clausola rescissoria, ma non ha investito in campioni pronti per vincere (ha speso per l'ingaggio di Ancelotti). La Roma, al di là dei proclami di Pallotta, i suoi giocatori migliori li cede, preferibilmente proprio alla Juve: da Vucinic a Pjanic, passando per Benatia e arrivando forse a Zaniolo.

 

Con una simile concorrenza, che ha lavorato per lui, Agnelli è stato abilissimo e spietato nel costruire una corazzata inavvicinabile per chiunque. Pensare oggi che possa arrivare a dieci scudetti consecutivi è il minimo: qualcuno davvero ritiene che nelle prossime due stagioni, ma forse anche nelle prossime quattro, l’Inter o il Milan, il Napoli o la Roma possano impensierire la Juve? La quale, giustamente, pensa a confrontarsi con l’Europa: lì, almeno, le avversarie non s’impegnano per farla vincere.

 

@steagresti