64
La presunta febbre pre-partita, la panchina, la tensione al rientro a Malpensa: si chiuse così, dopo soli sei mesi, l'avventura di Gonzalo Higuain con la maglia del Milan. Era l'alba del 17 gennaio dello scorso anno e il Pipita faceva ritorno da Jeddah dopo il ko in Supercoppa contro la Juve. Sì, la sua Juve, quella che lo aveva scaricato pochi mesi, oscurato dal meteorite Cristiano Ronaldo sbarcato sul pianeta bianconero. Higuain chiuse la parentesi rossonera con 15 presenze e 6 reti, non dando mai l'impressione di essere diventato un leader dell'allora squadra di Gattuso.


RIECCOLO - Domani, a San Siro, Higuain ritroverà quel Milan che aveva salutato in fretta e furia, scappando in Inghilterra dal maestro Sarri. La squalifica di Dybala regala al Pipita una maglia da titolare dopo mesi: l'ultima apparizione risale alla sfida-scudetto contro l'Inter dell'8 marzo. Le settimane successive sono state tutt'altro che facili: la pandemia, il ritorno in Argentina, la malattia della mamma, le voci sul futuro. Gonzalo è tornato, inizialmente poco convinto della ripresa, e ora ha una grande occasione: aiutare la Juve a mettere la freccia definitiva per il nono scudetto consecutivo. I risultati dell'ultimo turno, infatti, avvicinano i bianconeri al traguardo: lo striscione è sempre più vicino, ma prima bisogna superare l'ostacolo Ibra. Sarri si affida a Higuain, lo stesso che - a proposito di sfide scudetto a San Siro - gli rovinò il sogno con il Napoli nel maggio 2018

DOPPIO OBIETTIVO - Le cartucce sono cariche: Gonzalo lo ha dimostrato con il Lecce, segnando dopo una manciata di minuti dall'ingresso in campo. "Non so quanto può giocare, l'importante è che possa giocare, poi vediamo cosa ci dirà la partita" ha dichiarato Sarri nel post-Torino. Ora una chance da non sprecare: il doppio obiettivo è ritrovare definitivamente il sorriso - prenotando lo scudetto e riscattando il fallimento al Milan - e provare a lanciare un ultimo segnale per il futuro. Il Pipita torna al Meazza, la Juve attende risposte