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La rivincita di Allegri
 
5 partite fa tutto il mondo bianconero, e non solo, voleva la testa di Allegri servita su un piatto d’argento, a prescindere dal possibile sostituto che sarebbe potuto/dovuto arrivare.
Oggi, dopo 5 clean sheet consecutivi e 5 vittorie di seguito in campionato finalmente la classifica della Vecchia Signora recupera una posizione dignitosa, in linea con il valore della rosa bianconera.
Certo la squadra continua a giocare male, a tratti malissimo, e riuscire a seguire una partita della Juventus per tutti i 90’ senza annoiarsi è davvero dura.
Però in questa particolare fase della stagione contava solamente raddrizzare una classifica tragica per provare a dare un senso alla seconda parte di torneo, cercando di cancellare il più possibile il fallimento dei primi mesi.
 
Onore al Verona dei giovani
 

Contro il Verona di Bocchetti (ultimo in classifica non a caso) imbottito di giovani per l’occasione (con i titolari preservati per il prossimo “spareggio” contro lo Spezia) la Juventus di Allegri ottiene di “corto muso”, proprio come piace all’allenatore toscano, la quinta vittoria consecutiva rientrando per la prima volta in stagione in zona Champions.
E’ un campionato davvero strano quello di quest’anno, livellato al ribasso dalle continue partite giocate senza pause e con la maggior parte dei talenti della Serie A già con la testa in Qatar.
Solo il Napoli, sino ad ora, sta disputando un torneo a parte.
Tutte le altre, chi prima chi dopo, hanno avuto a che fare con crisi di medio/alta importanza che fanno sì che vi sia adesso, dal secondo posto in giù, un equilibrio mai visto prima.
E chissà cosa ci regalerà il 2023 con i giocatori che torneranno stanchi dal mondiale e riprenderanno subito a giocare ogni 3 giorni senza potersi fermare praticamente mai.
 
Kean decisivo
 
In tutto questo giocare e ruotare, in casa Juve si sta ritagliando un ruolo importante Moise Kean che ad inizio stagione, anche perché schierato evidentemente fuori posizione, si stava completamente perdendo.
Il gol che decide la sfida contro il Verona è da attaccante di razza e conferma che il giovane centravanti italiano può tranquillamente supportare o far rifiatare Vlahovic e Milik, quando necessario, senza farli rimpiangere troppo.
 
Polemiche arbitrali figlie della confusione 
 

Sicuramente questa partita di Verona si porterà dietro una serie di polemiche arbitrali per i 2 possibili rigori negati alla squadra scaligera anche se, regolamento alla mano, nonostante le evidenze della prima impressione a caldo sembra che Di Bello abbia rispettato alla lettera quanto specificato in regolamento.
Di certo la gestione del Var, complessiva di tutta la Serie A, continua a lasciare a desiderare ed il fatto che gli arbitri non possano parlare e spiegare perché identici episodi una volta vengono sentenziati in un modo e un’altra volta in un altro diffonde un complessivo senso di ingiustizia generale.
Troppo spesso, bisogna esser sinceri, non si capisce davvero il criterio con cui gli arbitri decidano di andare a rivedere un episodio al Var oppure ne evitino appositamente la moviola.
Tutto troppo confuso e confusionario, con la gestione soprattutto dei falli di mano in area che resta davvero incomprensibile per i più.
E’ una serie A avara di calcio spettacolo, talento ed intensità ma che livellandosi al ribasso sta diventando settimana dopo settimana sempre più imprevedibile ed emozionante.
Domenica sera, nell’ultima gara che si disputerà prima di andare tutti in letargo, Juventus e Lazio si giocheranno il terzo posto temporaneo o forse anche, Milan permettendo, il secondo.
Non sarà sicuramente una partita decisiva ma di sicuro chiudere bene l’anno potrebbe esser fondamentale per ripartire al meglio nel 2023 anche se quando poi davvero si ricomincerà a giocare probabilmente ci saremo già dimenticati tutti di come si stava a Novembre…
@stefanodiscreti

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