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Che fatica! Vittoria all’ultimo respiro per la Juventus che solamente in zona Cesarini ha la meglio di un coriaceo Genoa grazie ad un calcio di rigore (netto) realizzato con estrema freddezza da Cristiano Ronaldo che fissa il risultato finale sul punteggio di 2 a 1 per la Vecchia Signora. Un’altra brutta prestazione, un’altra partita da cancellare in fretta dove l’unica cosa da ricordare sono solo i 3 punti guadagnati in classifica che consentono ai bianconeri di effettuare il contro-sorpasso ai danni dell’Inter di Conte. Nell’ultimo periodo non si stanno vedendo progressi nel gioco di Sarri, anzi. Per assurdo sembra di esser entrati in una fase remissiva. Nel primo tempo il solo Dybala è sembrato in “palla”, giocando 45’ di assoluto livello impreziositi da grandi giocate tecniche ma con la macchia di aver mancato sotto porta quello che probabilmente sarebbe stato il gol dell’anno in serie A. Un gol di Bonucci su errore di Radu (l’unico della sua partita) e un errore (marchiano) di Alex Sandro a spianare il “gollonzo” di Kouamè hanno determinato il risultato di 1 a 1 nella prima frazione di gioco.
Nella ripresa, con il Genoa rimasto in 10 per l’espulsione di Cassata (doppio giallo), ci si aspettava una Juve dilagante ed invece tanti, troppi, giocatori sottotono hanno fatto si che la squadra ligure alla fine avrebbe meritato in pieno di uscire imbattuta dallo Stadium, soprattutto dopo l’espulsione (davvero ingenua) di Rabiot che ha ristabilito la parità numerica in campo. Ed invece la Juventus, con una nuova maglia (bello il ritorno alle strisce davanti, inguardabili retro e colori fosforescenti), ci ha creduto #finoallafine soprattutto con CR7 che prima si è visto annullare il gol decisivo su fuorigioco e poi si è procurato il rigore decisivo (ingenuità di Sanabria) che ha realizzato con freddezza Champions.
 
Sembra la Juve di Allegri - Diciamolo da San Siro in poi, dopo la sosta per le Nazionali, stiamo vedendo una brutta Juve che sta andando avanti con la sola forza dei singoli, proprio come succedeva nelle passate annate. Sembra di rivedere la Juve di Allegri, con vittorie di misura e prestazioni soporifere. In settimana, con spirito di provocazione ma nemmeno troppo, ho chiesto sui social se la Juve di quest’anno fosse davvero più forte di quella della passata stagione.
Per 3 juventini su 4 è stata nettamente migliorata la rosa nel suo complesso ma il valore dell’11 titolare è rimasto praticamente lo stesso, con un anno di più sulle spalle... D’altronde della scorsa campagna acquisti estiva, ad oggi, il solo De Ligt si può considerare titolare in pianta stabile ma il suo rendimento non è stato sicuramente superiore a quello garantito in passato da Chiellini. Chi per un motivo (Ramsey), chi per altri (Rabiot, Danilo ecc..) i nuovi non sono stati ancora un fattore determinante in pianta stabile nella formazione di base. 
Sarri invece per ora è stato poco più che sufficiente, senza infamia e senza lode.
La Juventus ha dimostrato un maggior piglio nelle partite più “toste” (Napoli, Atletico Madrid, Inter) , una maggiore predisposizione ad imporre la partita (cosa che non succedeva invece in passato) ma per il resto, se non sapessimo che in panchina c’è stato un passaggio di consegne rivoluzionario, troveremmo un filo logico conduttore a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, senza accorgerci di nulla. In Italia, visto lo strapotere complessivo della rosa e la media non eccelsa del livello del campionato nostrano, bastano comunque queste prestazioni per esser primi in classifica. In Europa, una volta conquistata la seconda fase, bisognerà invece assolutamente cambiare marcia. Una Juve scialba e impalpabile come quella di metà/fine ottobre andrebbe subito fuori dalla Champions. Inutile girarci intorno.