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    Juvemania: l'obbligo di puntare a tutto, contro un Napoli da 'adesso o mai più'

    Juvemania: l'obbligo di puntare a tutto, contro un Napoli da 'adesso o mai più'

    • Gianluca Minchiotti

    Il fatto che la sconfitta subita dalla Juventus con la Roma sia costata un solo punto in classifica nella sfida al vertice con il Napoli, grazie allo 0-0 ottenuto dalla Sampdoria al San Paolo, non deve far esultare più di tanto i bianconeri. Il +4 sui partenopei, a 13 giornate dal termine e con uno scontro diretto da giocare in trasferta, è un bottino tutt'altro che rassicurante per la squadra di Antonio Conte, che, ormai è certificato, con la rosa attuale non può competere allo stesso livello su due fronti

    Lo si è percepito chiaramente in due fra le prestazioni più scialbe di questa stagione, le sconfitte di misura con Milan e Roma, arrivate, guarda caso, proprio dopo due importanti e brillanti successi in Champions League (con Chelsea e Celtic). lo si è visto anche a gennaio, quando le tre gare di Coppa Italia con Milan e Lazio, pur se disputate a ridosso di una preparazione invernale finalizzata a raggiungere la piena forma fra marzo e maggio, hanno avuto ripercussioni anche sul campionato, complice anche qualche episodio sfortunato (il riferimento, niente affatto casuale, è a Juve-Genoa, la partita del cambiamento di regole in corso d'opera, da parte di Braschi, per quanto riguarda la volontarietà del fallo di mano LEGGI QUI e LEGGI QUI).

    Scudetto o Champions, dunque, per i bianconeri? Impossibile scegliere, obbligatorio battersi su entrambi i fronti fino all'ultima goccia di energia. Lo impone la storia di un club come la Juventus. Una situazione della quale potrebbe davvero approfittare il Napoli, del quale Christian Maggio settimana scorsa ha espresso alla perfezione il mood: "Scudetto? O adesso o mai più", ha spiegato l'esterno azzurro. Walter Mazzarri si è affrettato a correggere il tiro, spiegando che anche nei prossimi anni il club di Aurelio De Laurentiis lotterà per vincere, ma lo 0-3 subito in Europa League contro il Viktoria Plzen (al 99,9% irrimediabile al ritorno) ha parlato ancor più chiaramente: il Napoli punta tutto sullo scudetto e, con i possibili addii a fine stagione da parte dello stesso Mazzarri e di Cavani, questa rischia davvero di essere un'occasione irripetibile per molti dei protagonisti della compagine partenopea.

    La Juventus, invece, anche qui al 99,9%, approderà ai quarti di finale di Champions, dove con ogni probabilità si troverà di fronte un avversario decisamente più tosto rispetto agli scozzesi, con annesso enorme dispendio di energie fisiche e mentali, a tutto svantaggio della lotta scudetto. Ma, come detto, non ci sono alternative: un club come la Juventus non può scegliere di tralasciare la coppa per il campionato (o viceversa). Per questi motivi, crediamo che la super sfida in programma il 1 marzo al San Paolo (in mezzo ci sono il match interno col Siena per i bianconeri e la trasferta di Udine per il Napoli, che intanto giocherà anche il ritorno dei sedicesimi di Europa League) sarà più decisiva per la squadra di Conte che per quella di Mazzarri

    Nell'ottica dei successivi impegni europei della Juventus, spetterebbe forse proprio ai bianconeri, paradossalmente, profondere il massimo sforzo per cercare di vincere lo scontro diretto, per mettere fieno in cascina in vista delle settimane successive. Per gli stessi motivi, invece, il Napoli, se non dovesse riuscire a vincere il match, potrebbe anche accogliere un pareggio con maggiore soddisfazione rispetto ai campioni d'Italia. La distanza resterebbe invariata, ma da quel momento in poi gli uomini di Mazzarri potrebbero concentrarsi su un'unica partita a settimana, mentre per quelli di Conte proseguirebbero le trappole della Champions.

    Naturalmente quello che abbiamo appena descritto è un paradosso, ma serve per descrivere una situazione che vede di fronte una squadra obbligata, per il suo nome e per il suo rango, a battersi su tutti i fronti, contro un'altra che è nell'anno dell'"adesso o mai più". Rivincere lo scudetto sarà difficilissimo, come ha più volte ricordato Conte: ma tanto sarà dura quanto grande sarà la soddisfazione in caso di successo finale.

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