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Spiace dirlo, ma quella che si è conclusa ieri è stata una delle campagne trasferimenti più deludenti della storia della Juventus, superata in peggio forse solo da quella della scorsa stagione. 
 
Cominciamo col dire che la società ha blandito i tifosi con promesse non mantenute. Ricordiamo la frase di John Elkann del 7 maggio: "Stiamo lavorando a un piano superambizioso"; ricordiamo Andrea Agnelli il 6 luglio: "Pirlo è uno dei migliori centrocampisti al mondo. Per i prossimi, sappiamo cosa stiamo cercando. Voi li definite top player, sono sicuramente giocatori di grande qualità"; e ricordiamo, soprattutto, tutta una serie di dichiarazioni di Beppe Marotta, che vanno da: "Lo scorso anno abbiamo messo la base, quest'anno compreremo solo due o tre campioni di livello internazionale", a: "Aguero? Quando parlo di alzare il livello qualitativo della squadra, mi riferisco anche a lui perché è un grande giocatore" (20 giugno), per finire con: "Giuseppe Rossi? Ci siamo, è vero, ma seguiamo anche altri calciatori" (9 luglio). 
 
Dopo queste promesse (svanite nel nulla), i tifosi bianconeri si ritrovano senza alcun nuovo top player (come vengono definiti oggi i campioni), se si eccettua Andrea Pirlo, che però probabilmente il meglio della sua carriera lo ha già dato, si ritrovano con una squadra per l'ennesima volta rivoluzionata (la cosiddetta 'base' della scorsa stagione è stata quasi completamente smantellata) e, soprattutto, si ritrovano con una squadra paradossalmente monca, nonostante una rosa elefantiaca. Manca, infatti, quello che più serviva alla Juventus: almeno un difensore centrale di grande livello, indispensabile per cambiare il volto di una difesa che nel 2010-11 è stata una delle più battute della Serie A (la peggiore addirittura in casa, con 31 reti incassate). Invece, fra gli esterni e gli attaccanti c'è addirittura troppa abbondanza: cinque esterni e addirittura sette attaccanti per due competizioni!
 
La mancanza di un difensore centrale di livello internazionale; l'assenza di un campione in grado di far sognare anche solo con il suo nome (Aguero sarebbe stato perfetto per inaugurare il nuovo stadio); un grado di improvvisazione che a tratti è sembrato eccessivo (la situazione del difensore è emblematica: dalle idee Alex e Lugano si è arrivati alla trattativa Bruno Alves al penultimo giorno di mercato, per finire con i tentativi Gastaldello e, addirittura, Andreolli, nelle ultime ore dell'ultimo giorno di trattative!). 
 
Tutti questi elementi non possono che portare a un voto negativo per il mercato Juventus targato estate 2011. Nonostante questo, però, da oggi e fino alla riapertura della campagna traferimenti è giusto sostenere la squadra, l'allenatore e la dirigenza, gridando 'forza Juve' e sperando che le nostre considerazioni sul mercato bianconero vengano smentite dai fatti. Saremmo ben lieti, alla fine della stagione 2011-12, di dire a Marotta che ha avuto ragione lui, nonostante oggi il suo mercato ci sembri indifendibile. 
 
Acquisti: Pirlo (Milan), Ziegler (Sampdoria), Lichtsteiner (Lazio), Pazienza (Napoli), Amauri (Parma), Almiron (Bari), Ekdal (Bologna), Marrone (Siena), Pasquato (Modena), Vidal (Leverkusen), Vucinic (Roma), Giaccherini (Cesena), Estigarribia (Maldonado), Elia (Amburgo).
Cessioni: Aquilani (Liverpool), Traore (Arsenal), Rinaudo (Napoli), Salihamidzic (Wolfsburg), Immobile (Pescara), Tiago (Atletico Madrid), Felipe Melo (Galatasaray), Sissoko (Psg), Ekdal  (Cagliari), Yago (Tottenham), Almiron (Catania), Martinez (Cesena), Grygera (Fulham), Giandonato (Lecce), Pasquato (Lecce).
 
All. CONTE.