Dai piani alti di corso Ferraris trapela l'ennesima arrabbiatura di Agnelli, furibondo per come la squadra si è approcciata alla sfida contro la Fiorentina, decisiva per la rimonta Champions, adesso scivolata al settore miracoli. Non solo. Il giovane presidente è deluso perchè il pareggio di Firenze è l'ultimo di una serie di passi falsi che, dal flop in Europa League, cominciano a costare molto al club, in termini di immagine e quattrini. Inaugurare il nuovo stadio senza giocare nella coppa più prestigiosa o, addirittura, senza un torneo continentale, va oltre la parola fallimento. La dimensione provinciale di Del Neri, che riaffiora quando la squadra è chiamata al salto di qualità. ha riaperto i dubbi - mai cancellati, a dire il vero - sul suo futuro a Torino.

E così, a fari spenti, sono ricominciati i sondaggi sulle alternative possibili per la prossima stagione. I nomi restano sempre quelli che circolavano tra febbraio e marzo, nel periodo più buio della stagione: Spalletti dello Zenit, Conte del Siena, Mancini del City e Mazzarri del Napoli. La novità, invece, più rilevante degli ultimi giorni è rappresentata dall'olandese Van Gaal, da pochi giorni ex tecnico del Bayern, l'uomo che ha vinto tutto con l'Ajax dei baby Seedorf, Davids, il mentore di Mourinho ai tempi del Barcellona. Lui ha più volte ripetuto che dopo l'avventura in Baviera intende prendersi un anno sabbatico per poi rientrare solo alla guida di una Nazionale. Ma le vie del calcio sono infinite, soprattutto quelle bazzicate da Raiola, il procuratore dei vari Ibrahiomovic e Balotelli, l'amico di Nedved, ricomparso la scorsa settimana a Torino dove, dopo la caduta di Moggi, tornava poco e malvolentieri. Ufficialmente per incontrare Grygera, pure lui suo assistito, ma non solo, Quando c'è l'Olanda di mezzo Raiola non ha avversari. E da allora il nome di Van Gaal sta prendendo quota, anche se Spalletti e Conte restano i favoriti per il dopo Del Neri.

(Leggo - Edizione Torino)