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Tre anni e qualche mese fa la Juventus subì dal Bayern Monaco una cocente eliminazione dalla fase a gironi della Champions League, con un pesante 4-1 subito a Torno. Da allora però sono cambiate molte cose. E’ cambiato tutto. E’ cambiata la Juve. A non essere cambiato è Gigi Buffon, che ricorda bene quella sera e, anche se non lo dice, si intuisce che abbia un conto in sospeso da saldare: «Ci presero a pallonate dall’inizio alla fine e forse da quella partita iniziai ad avere problemi alla schiena - scherza il numero uno - Quella fu la peggior prestazione europea della Juve, almeno da quando io sono a Torino. Oggi però lo spirito e la consapevolezza che ci accompagnano  sono molto diversi da quelle di tre anni fa».

Da allora la Juve è risorta, ha conquistato uno scudetto da imbattuta, domina in campionato... Ha sorpreso tutti, forse anche lo stesso Buffon: «Quando abbiamo intrapreso la strada che ci ha condotto fino a qui, nessuno si aspettava che potessimo bruciare così le tappe. Però è accaduto e ce lo siamo meritati. Abbiamo ancora margini di miglioramento, ma è bello poter venire a Monaco, sapendo di potercela giocare contro il Bayern, grazie al nostro gioco e alle nostre caratteristiche. Se basterà bene, se no avversari saranno stati più bravi, nella vita può capitare.  L’importante sarà non avere rimpianti, ma non credo capiterà, perché finora nei momenti cruciali abbiamo sempre dimostrato di essere maturi per affrontarli».

«Non ho idea di quanto ci manchi per essere considerati un top team - continua Buffon - ma questo banco di prova ci dirà molto, siamo curiosi di affrontarlo. Ci aspettano due partite intense e mi auguro che siano equilibrate».Il cammino europeo dei bianconeri è stato segnato soprattutto da una difesa imperforabile, la migliore della Champions con appena quattro gol subiti: «Questo anche grazie a ragazzi come Barzagli, Bonucci e Chiellini, grandi campioni spesso sottostimati e sottovalutati, perché troppo normali per essere da copertina. In tutta onestà insieme sono il miglior trio difensivo on il quale ho avuto il piacere e l’onore di giocare. Hanno una sintonia e una predisposizione al sacrificio che ho riscontrato in pochissimi altri giocatori»