Almeno un paio di volte all’anno viene domandato al presidente della Juventus Andrea Agnelli se reputi sufficiente la capienza dell’Allianz Stadium.
Il 6 luglio del 2017 rispondeva così a Tuttosport: “Non ci sarà nessuna estensione. Abbiamo costruito uno stadio giusto su uno studio molto curato. Tre, quattro mila posti in più non spostano nulla. Semmai sarebbe significativo parlare di venti, venticinque mila posti in più. Ma in fase di progettazione ci siamo orientati sullo stadio di quaranta, quarantaduemila posti: aggiungere altri ventimila sarebbe sbagliato”.
Un anno dopo, durante l’assemblea degli azionisti, a domanda simile questa è stata la risposta: “l’espansione dell’impianto attuale non è possibile: se sarà, sarà un altro stadio”
Quel “se sarà” segna una probabile nuova sfumatura nel punto di vista del numero uno bianconero.
Perché, in effetti, i numeri qualche interrogativo lo fanno sorgere.
Partiamo da quelli raccolti da “StadiaPostcards” sulla stagione di A in corso:



La Juventus è la 4° squadra del campionato per numero di presenze allo stadio. In prima posizione c’è l’Inter, poi Milan e Roma. I bianconeri con quasi 40.000 spettatori di media hanno però un coefficiente di riempimento dell’impianto vicino al 95% come nessun altro in Serie A. Viene abbastanza naturale immaginare che sia difficile per i dirigenti riuscire a fare qualcosa in più per migliorare questa voce di bilancio, quella dei ricavi da matchday. Fa tuttavia abbastanza specie pensare che la squadra più tifata in Italia e che da 7 anni vince il campionato abbia in termini assoluti portato allo stadio 237.561 spettatori contro i 376.000 circa dell’Inter o i 326.000 del Milan. Cosa succederebbe se la Juventus giocasse le sue partite in uno stadio della capienza, ad esempio, di San Siro?
Nonostante la media spettatori non da prima della classe, i ricavi da stadio sono comunque i più elevati del panorama italiano e il motivo è abbastanza intuitivo. Il prezzo medio dei biglietti e degli abbonamenti dell’Allianz è più alto che negli altri stadi.
Sul tema ci aiuta un ottimo studio di Calcio e Finanza secondo cui nella stagione 2017/18 il prezzo medio di un seggiolino è stato:
  • Per la Juventus di circa 53 euro
  • Per l’Inter di poco meno di 33 euro
  • Il Milan 29 euro e 68 centesimi
 
Bisogna tuttavia specificare che il prezzo comprende le partite di Champions dei bianconeri che hanno un’incidenza al rialzo non indifferente, mentre a Milano quella coppa nella scorsa stagione è mancata.
La Juventus, dati ultimo bilancio, dalla biglietteria ha ricavato 56 milioni di euro. L’Inter, che ha la media spettatori più alta, ne segna 36 senza le coppe europee, mentre Milan e Roma si fissano entrambe a 39 (Champions ed Europa League rispettivamente).
Ma il club bianconero, ormai nel gotha delle squadre con mezzo miliardo di fatturato, deve cercare i suoi modelli di riferimento nei top club esteri e proprio alla voce “biglietteria” si nota la differenza più sostanziale. In Premier League già al termine della stagione 2016/17 il Manchester Utd aveva chiuso un bilancio da 650 milioni di ricavi con 125 derivanti dai biglietti, il Chelsea 74 milioni alla stessa voce, l’Arsenal 112. In Spagna, Real Madrid e Barcellona viaggiano anche oltre l’eccellenza inglese, sotto questo punto di vista, come si evidenzia da questa tabella relativa ai dati 2016/17 elaborata (in sterline) da @SwissRamble:



Le squadre italiane sono anni luce dietro a inglesi e top spagnole nella diversificazione delle fonti di ricavo. La Juventus è quella che più si avvicina alle migliori nella vendita dei biglietti, ma è anche quella che in Italia ha il coefficiente di riempimento stadio più elevato. Questo significa che c’è poco margine ulteriore di manovra, a meno di alzare sensibilmente il costo dei biglietti.
Questi sono i prezzi degli abbonamenti relativi alla stagione in corso:


Mentre quelli seguenti si riferiscono alla stagione scorsa:



Il rincaro è stato mediamente del 30% e durante l’estate è stato anche oggetto di critiche da parte dei tifosi, nonostante l’euforia e il preventivabile effetto Cristiano Ronaldo. Dall’anno dell’inaugurazione dello stadio di proprietà, lo Juventus Stadium, l’abbonamento nelle curve sud e nord è passato da 275 euro a 540 ovvero praticamente il doppio.
Nella top 5 del record di incassi in Serie A l’Allianz Stadium non è nemmeno presente ed è un dominio di San Siro:


Come a dire che le dimensioni contano (soprattutto nelle 4-5 sfide di cartello stagionali) e nel caso della Juventus è assolutamente lecito porsi il dubbio sulla scarsa capienza o meno dello stadio di proprietà.
Probabilmente studiato e progettato con un approccio prudenziale, che difficilmente avrebbe potuto prevedere 7 scudetti consecutivi e altrettante partecipazioni in Champions. E’ altrettanto vero che, seppur il costo medio di un seggiolino in Inghilterra sia più alto, lo stipendio medio in Italia è più basso e insistere al rialzo sui prezzi potrebbe non essere cosi efficace e giusto nei confronti dei tifosi.
Del resto 20.000 posti in più a un prezzo medio di 53€ genererebbero ricavi ulteriori (stimando 25 partite stagionali tra Serie A e Champions) per 26 milioni e mezzo. Un numero in cui rientrerebbe, quasi perfettamente, lo stipendio di CR7.
E probabilmente è lo stesso ragionamento che deve aver fatto il presidente Agnelli,
dopo essere passato nel giro di un anno dal dire “aggiungere ventimila posti sarebbe sbagliato” a “se sarà, sarà un altro stadio”. Vedremo.