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Allo scalo di Kharkiv, stewart, hostess e dirigenti aeroportuali si sono visti arrivare, passate le 23 ora locale, cinquecento volti sorridenti e scatenati che li hanno stretti in abbracci soffocanti. Loro, nonostante la freddezza tipica di chi in un Paese freddo ci vive quotidianamente, hanno ricambiato affettuosamente, aggiungendo un ‘Congratulations’ a fior di labbra.

Cinquecento volti contorti dalle risate, dall’euforia, ma ancora più di tutto dall’incredulità: “Non è vero, non ci credo”…”Io voglio Bayern!”, “Io voglio Valencia!”, “Io voglio Leo Messi”, sono le urla che si sentono da un gate all’altro tra i coraggiosi – il Papu li ha chiamati ‘folli’- che hanno attraversato l’Europa con 4 ore di volo aereo per vedere la loro Atalanta, e domattina all’alba, appena atterrati, saranno di nuovo al lavoro. I trolley come coppe dalle grandi orecchie alzate al cielo sognando una finale, perché ormai con questa pazza Atalanta nessun traguardo sembra più irraggiungibile.
DALLA PAURA ALL'EUFORIA - E tra i gestori degli immancabili hot dog ucraini che sfamano prima dei controlli cinquecento bocche già sazie di gol e storia, chi è ormai sveglio da 50 ore non riesce ad addormentarsi al pensiero di quella Storia: “Con tutto quello che ho passato…ne è valsa la pena”. Perché se chi è partito stamattina da Malpensa ha la gioia stampata sul viso, ci sono anche le lacrime, copiose e che non accennano a fermarsi, dei 34 tifosi decollati un giorno e mezzo prima della gara e dirottati per emergenza a Kjev. Erano arrivati a pensare che non ne valesse la pena e invece adesso piangono ripensando allo spavento provato, alle sette ore di pullman, al digiuno, alla stanchezza, alle ossa rotte ma al cuore nerazzurro più vivo che mai.

FESTA TUTTA LA NOTTE - Sono commossi e stanchi anche loro ma all’imbarco cantano di nuovo a squarciagola e se il volo risulterà più turbolento del solito non sarà per colpa delle raffiche di vento del grande nord. Non vedono l’ora di raggiungere Orio al Serio, dove ad attenderli ci saranno i resti di una festa che i loro parenti e amici stanno vivendo all’ombra delle Mura: sono tutti incollati allo smartphone per vivere il delirio in atto tra Porta Nuova e l’aeroporto, dove una città intera stanotte rimarrà sveglia a festeggiare la Storia.