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Il duello di San Siro raccoglie in sé contenuti e contenuto che vanno oltre i novanta minuti. I tre punti restano fondamentali, con i rossoneri che hanno la possibilità di allungare in classifica e la Dea che vuole riprendersi dopo due pareggi, ma tra Milan e Atalanta c'è molto di più. C'è quel posto in Champions League conteso fino al 90' dell'ultima gara del 2018-2019, c'è lo storico 5-0 del Gewiss Stadium da cui è iniziata la rinascita rossonera. E c'è il mercato con i suoi incroci: da Kessie a Kjaer, passando per Conti e Caldara. 

LO SCAMBIO - Già, Kjaer e Caldara. Per comprendere meglio questa storia occorre riavvolgere il nastro fino al 9 gennaio dello scorso anno. Il Milan, in totale crisi di risultati e non solo, sceglie di puntare su Simon Kjaer, ai margini del progetto di Gasperini dopo le sole 5 presenze (tre da titolare). I rossoneri cercano un'alternativa a Musacchio e liberano spazio cedendo proprio alla Dea Mattia Caldara, a sua volta sbarcato a Milano nell'operazione Higuain. Il difensore bergamasco, falcidiato dagli infortuni, torna a casa dopo due anni: a Milano lo si è visto due volte in due anni. Colpa dei (soliti) problemi fisici: infortuni muscolari, lacerazione del tendine d'achille, rottura del crociato e ritardi di condizione ne hanno complicato l'avventura rossonera. E così, per ritrovare un talento mai veramente sbocciato, ecco la chance di riabbracciare il maestro Gasperini e la sua Atalanta.
AFFARE MILAN: ORA L'ATALANTA... - A un anno di distanza, la realtà ha completamente stravolto i pregiudizi. Perché il danese è diventato punto fermo del Milan che oggi guida il campionato: 19 gare su 20 lo scorso anno (tre saltate per infortunio); addirittura 21 partite su 21 dal 1' in questa stagione, dove solo un problema muscolare lo ha costretto a saltare sei match. Discorso totalmente differente per Caldara, a cui la cura-Bergamo è servita parzialmente. Il bilancio della passata stagione recita 15 partite da titolare, quello dell'attuale soli 54 minuti giocati in sei mesi. Colpa di un nuovo problema al tendine rotuleo e della folta concorrenza, che vede Gasperini puntare su Toloi, Romero e Djimsiti con Palomino prima alternativa. Una situazione che si ripercuote anche sul futuro: Caldara, infatti, è a Bergamo in prestito gratuito per 18 mesi con diritto di riscatto a 15 milioni. A giugno, dunque, la Dea dovrà scegliere il da farsi: secondo quanto appreso da calciomercato.com, l'intenzione resta quella di mantenerlo in rosa, ma la decisione è rinviata ad aprile, quando sarà più chiara anche la condizione fisica del ragazzo.