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    Kostic si mangia l'Inter: poteva essere nerazzurro, ora si è preso la Juve

    Kostic si mangia l'Inter: poteva essere nerazzurro, ora si è preso la Juve

    • Nicola Balice, inviato a Torino
    A un certo punto Filip Kostic sembrava davvero a un passo dal diventare un nuovo giocatore dell'Inter. A un certo punto, il posto che avrebbe lasciato vacante Ivan Perisic, sembrava davvero poter essere destinato a Kostic. Poi in casa Inter si è presentata l'occasione Robin Gosens (che all'epoca sembrava davvero tale) e la voglia di serie A palesata da Kostic al proprio entourage, guidato da Alessandro Lucci, ha dovuto attendere i tempi dettati dalla Juve. Che aveva studiato la situazione a inizio mercato, per poi virare su altri obiettivi. Fino a quando l'infortunio di Paul Pogba e il ritardo nella tabella di marcia di Federico Chiesa non han convinto il club bianconero ad andare fino in fondo: operazione già apparecchiata, decisiva la volontà di Kostic nel far saltare l'affare quasi fatto col West Ham. E Allegri ha trovato nel serbo l'esterno sinistro che gli serviva. Praticamente l'unico dei nuovi acquisti a esserci sempre e comunque, con un rendimento altalenante fino a quando non ha deciso di prendere per mano la Juve e portarla al successo contro l'Inter. Proprio contro l'Inter.

    DEVASTANTE – In realtà il primo tempo contro i nerazzurri sembrava il solito copione per Kostic. Che arriva al cross con continuità, ma finisce per sprecarli quasi tutti. Soffrendo pure la morsa Barella-Dumfries. Poi però succede qualcosa e nella ripresa spezza in due tutta l'Inter. Devastante l'azione che porta all'1-0 di Adrien Rabiot, quando si fa beffe di Barella e vola in contropiede per poi metterla in mezzo con i tempi e le misure giuste. Sempre suo il corner che avrebbe portato al raddoppio di Danilo, poi annullato dal Var. Solo questione di tempo però, ancora Kostic detta i tempi della ripartenza che conduce al gol del 2-0 di Nicolò Fagioli. Tre punti, due assist, un uomo in copertina: proprio Kostic. Arrivato con il titolo di uomo-assist e capace di confermarsi tale nonostante alti e bassi. Il punto più alto intanto è arrivato nella partita più attesa di tutte. Contro l'Inter. Quella stessa Inter che poteva prenderlo e poi lo ha lasciato al mercato. Pentendosene, almeno stavolta.

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