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Calma. Anche se di questi tempi, con una partita ogni tre giorni, ce n’è poca. Ma per la crescita di Dejan Kulusevski è bene invocare la calma. Chi pensava che potesse replicare meticolosamente le giocate ammirate a Parma è rimasto deluso. L’inizio di stagione scintillante ha ingannato, perché lo svedese è lentamente arretrato nelle gerarchie della squadra, cedendo il passo alle classiche difficoltà di gioventù. Perché, in fin dei conti, è un classe 2000, pretendere che alla seconda stagione di Serie A possa prendere per mano una squadra storica come la Vecchia Signora è perfino presuntuoso. Ci vuole calma.

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