E' diventata effettiva soltanto da poche settimane, ma la riforma della Champions League che ha portato anche l'Italia ad avere 4 squadre qualificate, senza passare dai playoff di agosto, fa già storcere il naso a molti. In particolare alla EPFL, l'associazione delle leghe calcistiche europee, che si è definita fortemente contraria, invitando la Uefa a ripristinare un format più equilibrato. Su questa proposta, i rappresentanti di Serie A e Bundesliga hanno votato contro.

Questo annuncio è stato reso noto dopo il direttivo riunitosi nella giornata di oggi e la posizione che ne è emersa sarà ribadita il prossimo 3 dicembre all'esecutivo Uefa di Dublino, nel quale si discuterà delle possibili novità nelle competizioni europee, tra cui il sempre più probabile approdo di un terzo torneo a 32 squadre. Per quanto concerne la "nuova" Champions League, viene sottolineata una scarsa equità sulla distribuzione dei profitti, che avvantaggerebbe troppo i club inglesi, italiani, spagnoli e tedeschi. "Un cambiamento è assolutamente necessario - ha detto il segretario generale dell'associazione, George Pangl -, basti pensare che il 48% delle somme elargite dall'Uefa in Coppa Campioni e Champions dal 1992 a oggi è andato a soli 14 club. Così la competitività viene meno".