768
L’Atalanta ha fermato l’Inter e domani il Milan potrebbe sorpassarla e andare in testa alla classifica, sfruttando anche la partita in più. Gasperini ha fatto un mezzo miracolo, aveva fuori i pezzi da novanta e ha bloccato la capolista sullo 0-0: non far segnare l’Inter di questa stagione è già un’impresa (andava a segno da 39 partite, ultimo 0-0 dodici mesi fa), ma c’è ancora di più, l’Atalanta ha avuto diverse buone occasioni per segnare, almeno quante i suoi avversari. Il pari alla fine era giusto e ha permesso ai bergamaschi di riprendere il quarto posto in solitaria, staccando la Juve (che ha pure una partita in più) di un punto. Da questa sfida giocata su ritmo, intensità e aggressività è stata la squadra di Gasperini a uscire con maggiore soddisfazione.

MARCATURE A UOMO - Il calcio adrenalinico dell’Atalanta, espresso in modo evidente delle solide marcature a uomo, ha impedito all’Inter di giocare con la sua solita scioltezza. La partita ha preso corpo attraverso i duelli diretti voluti da Gasperini che, senza i suoi uomini migliori, ha cambiato modulo passando alla difesa a quattro. De Roon contro Calhanoglu, Koopmeiners contro Brozovic, Freuler su Barella, Pessina su Bastoni, Pasalic su D’Ambrosio, Djimsiti su Perisic e Pezzella su Darmian, nessuno ha prevalso sul proprio avversario, nemmeno quando Inzaghi ha iniziato con i cambi, così la partita è rimasta sempre una battaglia, un continuo corpo a corpo. Poche occasioni nel primo tempo, per l’Inter un colpo di testa di Dzeko, un diagonale micidiale di Sanchez con fantastica deviazione di Musso (era l’occasione migliore, ma un attimo prima c’era un fallo netto di Barella su Muriel: se la palla fosse entrata, probabilmente Di Paolo avrebbe richiamato Massa al Var e la rete sarebbe stata annullata) e un’altra conclusione di Dzeko finita fuori; per l’Atalanta un tiro di Koopmeiners murato da Perisic, un colpo di testa di Pessina parato da Handanovic e un leggerissimo dubbio in area per un tocco di Perisic su Pasalic.

PRESSING ATALANTA - Per mezz’ora la squadra di Gasperini ha attaccato altissima i portatori di palla interisti, poi ha un po’ abbassato il livello della sua aggressività ma non ha mai perso le distanze. In questa partita Inzaghi avrebbe dovuto prendere in prestito il calcio dell’Inter di Conte, quello dei lanci lunghi su Lukaku, lanci utili a scavalcare il pressing atalantino, ma il suo modo di manovrare è molto diverso e poi non ha Lukaku.

LA DIFFERENZA IN PANCHINA - Quando Gasperini ha avuto bisogno di dare il via ai cambi, ha dato un’occhiata in panchina e ha trovato la Primavera. Solo 9 riserve, con due portieri e quattro giovanissimi del 2002 e 2003, Cittadini, Panada, Scalvini e Zuccon, i veri cambi erano solo tre, Miranchuk, Zappacosta e Piccoli (che comunque è del 2001...). Si sta giocando il campionato del covid e degli infortuni, all’Atalanta mancavano Zapata, Gosens, Maehle, Toloi, Hateboer, Ilicic e Malinovskyi, per questo Gasperini ha rivoluzionato la squadra. Al contrario di quanto ha fatto Inzaghi che, favorito dalla salute (straordinaria per questi tempi) dei suoi giocatori aveva una panchina ricca quasi quanto la formazione titolare. Ma solo sotto questo profilo si è trattato di una gara impari. La differenza si è notata per una decina di minuti, a metà ripresa, quando il tecnico della capolista ha fatto tre sostituzioni contemporaneamente: Vidal per Calhanoglu (Barella si è spostato sul centrosinistra), Correa per Sanchez (il leone che dice di essere stavolta è rimasto in gabbia) e Dumfries per Darmian. Gasperini ha potuto fare il primo cambio solo 12 minuti dopo quelli di Inzaghi mettendo dentro Miranchuk per Pessina.

PALLE-GOL ATALANTA - Prima delle sostituzioni, la vera palla-gol della partita era stata dell’Atalanta quando Handanovic, a tu per tu con Pessina, gli aveva deviato la palla in angolo con un miracolo. Anche l’Inter ha avuto due buone occasioni, la prima con Darmian, anticipato sulla linea di porta da Pezzella, la seconda ancora più notevole con un colpo di testa di Dzeko (fuori) su assist di testa di Dumfries. L’Atalanta sembrava stanca, Vidal e D’Ambrosio sono arrivati a concludere pericolosamente (sul cileno, grande risposta di Musso), in realtà la squadra di Gasperini aveva ancora qualcosa dentro, Pasalic e Demiral si sono avvicinati alla porta di Handanovic, diventato ancora una volta protagonista quando Muriel, che ha incenerito Bastoni sullo scatto, si è presentato davanti al portiere sloveno e lo ha costretto a un’altra straordinaria parata.

PARI GIUSTO - Inzaghi ha continuato a cambiare. A 10' dalla fine dentro anche Lautaro Martinez per Dzeko e De Vrij per Bastoni, che non era piaciuto al tecnico interista nell’ultima occasione di Muriel. Gasperini ha risposto al 40' col giovane Piccoli al posto di Muriel. L’Inter aveva mezza squadra nuova e fresca, ma era l’Atalanta ad arrivare più spesso e con più pericolosità nell’area avversaria, tant’è vero che Handanovic, alla sua gara numero 350 in campionato, ha fatto un’altra bella parata sul sinistro di Pasalic. Curiosità: lo sloveno ha tenuto la porta inviolata in 150 incontri interi nell’Inter considerando tutte le competizioni. L’ultima clamorosa palla-gol è stata dell’Inter con un fantastico assist di tacco di Barella per D’Ambrosio, che al limite dell’area piccola ha messo la palla sull’esterno della rete. Avrebbe potuto festeggiare con un gol la sua 200a partita in A con l’Inter, ma il pari era giusto.


IL TABELLINO

Atalanta-Inter 0-0 (primo tempo 0-0)


Marcatori: - 

Assist: - 

Atalanta (4-2-3-1): Musso, Djimsiti, Demiral, Palomino, Pezzella; de Roon, Freuler; Pessina (33’ s.t. Miranchuk 6), Koopmeiners, Pasalic (45’ s.t. Zappacosta); Muriel (41’ s.t. Piccoli). All. Gasperini.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, D’Ambrosio, Bastoni (37’ s.t. De Vrij); Darmian (22’ s.t. Dumfries), Barella, Brozovic, Calhanoglu (21’ s.t. Vidal), Perisic; Sanchez (22’ s.t. Correa), Dzeko (37’ s.t. Lautaro). All. Inzaghi.

Arbitro: Massa di Imperia.

Ammoniti: 37' p.t. de Roon (A), 42’ p.t. Brozovic (I), 17’ s.t. Calhanoglu (I), 39’ s.t. Palomino (A).