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Un punto per uno a chi fa più male? Certamente non alla minimalista Sampdoria di Claudio Ranieri (sesto punto in cinque gare) che prosegue la lenta risalita in classifica. Se ne duole l'Atalanta che aveva bisogno dei tre punti per non staccarsi dal treno di testa. Risultato giusto, si è tirato poco in porta, ma non ci si è tirati indietro, le due squadre hanno coraggiosamente tentato di superarsi a vicenda. Bello spettacolo, generoso e maschio, grande e appassionato tifo, peccato per i cori insultanti diretti a Gasperini ma a questo purtroppo è ridotto il calcio in Italia. Atalanta ridotta in dieci uomini nel finale (espulso Malinovskyi per doppia ammonizione) ma neppure lo squilibrio numerico ha spezzato l'equilibrio del risultato. In definitiva, i tredici punti di scarto in classifica a favore dell'Atalanta non sono affatto balzati agli occhi e questo particolare è una bella medaglia da appuntarsi al petto nella tribolata avventura della Sampdoria.

Nella prima giornata invernale di questo pazzo 2019, nel rinnovando catino di cemento e ferro in riva al malfamato torrente Bisagno spazzato da un pungente vento di tramontana, Sampdoria e Atalanta hanno rinnovato una sfida che in altri tempi aveva il dolce sapore dell'Europa. La squadra del Gasp, allenatore inviso al popolo blucerchiato per via dei suoi trascorsi rossoblù, è rimasta ben insediata nelle alte sfere, la Sampdoria invece è mestamente scivolata nei bassifondi e dunque il confronto odierno ha tutt'altri connotati. L'Atalanta rinfrancata dal brillante pareggio con il Manchester City, che la tiene aggrappata alla Champions, è scesa a Genova per fare bottino pieno. Non ha Ilicic, squalificato, e due dei suoi pilastri, Gosens e Freuler, sono stati prudenzialmente tenuti in panchina in quanto affaticati. Gomez e Malinovskyi agiscono da rampa di lancio per Muriel, ex rimpianto a Genova, così come l'altro attaccante nerazzurro, Zapata, ancora fuori per infortunio.

La Sampdoria ha preso una boccata d'aria vincendo a Ferrara, quell'exploit reclama una conferma immediata sul terreno della classifica, tuttora assai precaria. Ranieri, vecchia volpe, in settimana aveva sparso un bel po' di polvere sulle proprie intenzioni in fatto di formazione e aveva fatto balenare l'ipotesi di una nuova rinuncia a Quagliarella, già "panchinato" a Ferrara. Alla prova dei fatti l'unica vera sorpresa è stata la conferma di Bonazzoli a spese di Gabbiadini. Il tecnico infatti ha ripresentato il prudente e solido 4-4-2 che al momento risulta il modulo più adatto a minimizzare i numerosi difetti dell'organico. In undici gare la Sampdoria è andata a segno appena 7 volte e in compenso ha subito 19 gol. I numeri non dicono tutto ma non raccontano bugie. Ranieri ha scelto la coppia avanzata Quagliarella-Bonazzoli, che però era destinata a durare durerà soltanto 10', scompaginata dall'infortunio occorso al giovane partner del capitano, il quale era a digiuno di gol dal 1° settembre. I quattro di centrocampo sono Depaoli, Ekdal, Vieira e Jankto, la difesa recupera Bereszynski schierato in linea con Ferrari, Colley e Murru.

Il match da subito non ha tradito le attese. Prima emozione al 9', con Paslic che non trova la rete a due passi da Audero, pallone in corner anche grazie ad una deviazione di Ferrari. Al 10', la replica della Sampdoria: sfrecciante ripartenza di Depaoli lungo l'out di destra conclusa con un lungo lancio a ribaltare il fronte, pallone raccolto da Jankto sottomisura e scaricato sull'esterno della rete. Nello sviluppo dell'azione, Bonazzoli è finito ko e ha lasciato il posto a Caprari, match winner con la Spal. Un segno? L'Atalanta ha sciorinato il suo bel calcio arioso e ad amplissimo raggio, eppure non ha trovato sbocchi decisivi negli ultimi venti metri del campo, presidiati con efficacia e puntiglio dalla Sampdoria, schierata con le due linee di difesa e di centrocampo a stretto contatto e finalmente viva e reattiva nel palleggio e nei contrasti uomo contro uomo, sebbene appesantita dai noti limiti tecnici. Non è accaduto granché dalle parti di Gollini e Audero per l'intera mezz'ora la partita è rimasta in equilibrio, con l'Atalanta particolarmente attiva sull'out mancino, grazie a Castagne e Pasalic, assistiti dagli illuminati appoggi di Gomez, peraltro ben contenuto volta a volta da Bereszynski, Ferrari e da chiunque si trovasse ad incrociarlo.

Una bella rovesciata di Quagliarella, murata da Toloi, ha scosso un po' il match, due volte Audero ha fatto venire i brividi alla folla già infreddolita prima con una uscita alta completamente fuori tempo, quindi con un rinvio con i piedi fuori area ritardato al punto da rischiare di innescare Gomez. Colpa anche del vento dispettoso, che alterava la traiettoria del pallone. La pressione offensiva dell'Atalanta è andata crescendo nell'ultimo scorcio del tempo, costringendo la Sampdoria a rinculare ma senza ottenere risultati concreti, salvo qualche calcio d'angolo senza esito. L'ultimo lampo, nel recupero, la punizione calciata da De Roon che Audero ha neutralizzato con un bel riflesso, togliendo il pallone proprio sotto la traversa.

Ripresa e Jankto (assist di Ekdal) ha subito il pallone dell'1-0 ma l'uscita impeccabile di Gollini gli manda di traverso l'urlo liberatorio. Si gioca senza risparmio, nel gelo del "Ferraris": Ekdal è gladiatorio, avrebbe detto Nicolò Carosio, nel rompere e nel ricucire a centrocampo e ingaggia duelli omerici con il truce De Roon, Pasalic e Castagne tengono in allarme Vereszynski e Depaoli lungo lout mancino dei bergamaschi, sul fronte opposto Murru e Jankto tengono in rispetto Hateboer e Malinovskyi. Colley e Ferrari tenono Muriel al guinzasglio, cosiccome sul fronte opposto Toloi e Djmsiti lasciano le briciole a Caprari e Quagliarella.  Il match è tirato ma non cattivo, i primi gialli toccano a Castagne e Malinovskyi, Irrati dirige con polso e senza fare sconti. Richiamata a gran voce dalla gradinata Sud, la Sampdoria acquista coraggio e attacca con maggiore convinzione, accendendo mischie tumultuose dalle parti di Gollini.

Al 14' Gasperini richiama Hateboer e manda in campo il giovane Arana e passa alla difesa a quattro. Elastica, s'intende: il Gasp non è il tipo da rinchiudersi in casa in attesa che passi la burrasca. Difatti tre minuti dopo (17') alterna Barrow a Muriel che esce tra gli applausi del suo vecchio pubblico. Il match è tornato equilibrato, l'Atalanta ha ritrovato il passo e prova a spingere. Irrati estrae il giallo per Gomez e Depaoli, protagonisti di due diverse azioni fallose. Ranieri richiama Quagliarella (24') che prolunga il digiuno del gol, e mette mano a Ramirez. Il match si accende. L'Atalanta vorrebbe il rosso per Ferrari che ha abbattuto Barrow al limite dell'area, Irrati valuta l'azione non chiara occasione da gol. E poco dopo (28') sanziona col giallo un'entrataccia di Malinovskyi su Vieira, l'ucraino era già stato ammonito e il rosso è inevitabile. Atalanta in dieci uomini.

"Chi si accontenta goda" cantano i tifosi blucerchiati, ma in campo non si accontenta nessuno, tanto meno l'Atalanta che non smette di provarci, la Sampdoria però è di marmo e gli assalti nerazzurri cozzano contro il muro allestito da Ranieri. Vorrebbe provare a vincere anche la Sampdoria che ha dato moltissimo e non ha più molte energie da spendere. Terza sostituzione per la Sampdoria, Bertolacci per l'acciaccato Vieira. Il match sferraglia in calando verso l'epilogo. Con l'estremo infruttuoso forcing in attacco della squadra di Ranieri. E l'Atalanta finalmente rassegnata a limitare i danni.

IL TABELLINO

Sampdoria-Atalanta 0-0


Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Colley, Ferrari, Murru; Depaoli, Ekdal, Vieira (36’ s.t. Bertolacci), Jankto; Bonazzoli (12’ p.t. Caprari), Quagliarella (24’ s.t. Ramirez). All. Ranieri.

Atalanta (3-5-2): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer (14’ s.t. Arana), De Roon, Pasalic, Castagne; Malinovskyi; Gomez, Muriel (17’ s.t. Barrow). All. Gasperini.

Arbitro: Massimiliano Irrati della sezione di Pistoia.

Ammoniti: 20’ p.t. Castagne (A), 6’ s.t., 29’ s.t. Malinovskyi (A), 20’ s.t. Depaoli (S), 21’ s.t. Gomez (A), 27’ s.t. Ferrari (S).

Espulsi: 29’ s.t. Malinovskyi (A).