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Si chiude un´estate nera per il tifo delle curve. La bomba carta esplosa a Ponzano Romano fra le mani di un tifoso romanista appartenente ad alcuni gruppi organizzati, è solo l´ultimo degli episodi che hanno catalizzato l´attenzione generale sul mondo ultrà nell´ultimo mese.

 

Un mese trascorso tra polemiche, contatti proibiti, denunce. L´8 agosto, a Pescara, nell´amichevole tra la Roma e gli abruzzesi, un bilancio da guerriglia: dieci feriti di cui due accoltellati, 22 tra romanisti e pescaresi denunciati e, per tutti, il daspo (divieto di accesso alle manifestazioni sportive).

Dopo la protesta dei tifosi giallorossi a San Siro durante la Supercoppa (fumogeni in campo, bottiglie sugli spalti e gara sospesa per 5 minuti), la nuova protesta, violenta, di Bergamo da parte di 500 ultrà dell´Atalanta contro il ministro Maroni: due feriti, quattro auto in fiamme, 44 denunce. A chiudere il cerchio, prima dell´esplosione di Ponzano, i dieci colpiti da daspo all´Olimpico nella notte dell´esordio in campionato, due dei quali denunciati per lancio in campo di materiale pirotecnico.

Alle radici della nuova emergenza, l´introduzione della tessera del tifoso, strumento che ha trovato la ferma opposizione delle tifoserie organizzate di tutta Italia, unite nel "no" al provvedimento del Viminale. Anche per ribadire il proprio rifiuto, i gruppi ultrà sono pronti a incontrarsi domani a Fano per un raduno nazionale "a cui tutte le tifoserie sono invitate ad unirsi". Alla protesta civile, però, s´intrecciano sempre più spesso episodi di follia aggressiva da parte di minoranze, che acuiscono il clima di tensione, portando al muro contro muro con le istituzioni. Determinate a ribadire il "pugno duro" nella lotta alla violenza da stadio.