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    L'ex Juve Tardelli attacca: 'Questa società butta soldi e credibilità! Agnelli responsabile, ora faccia una scelta'

    L'ex Juve Tardelli attacca: 'Questa società butta soldi e credibilità! Agnelli responsabile, ora faccia una scelta'

    Undici anni alla Juventus per Marco Tardelli. Una vita, o quasi. Tra la metà degli Anni '70 e '80 l'ex giocatore in bianconero ha vinto di tutto e di più totalizzando quasi 400 presenze. Oggi guarda la Juve da spettatore, e sulle pagine de La Stampa - giornale vicino alla proprietà Juve - analizza il momento difficile della squadra di Allegri:

    "(...) La rubrica oggi è dedicata alla Juventus sempre più confusa, avvilita, incapace di trovare soluzioni sia in campo sia fuori. Indecisa su tutto. Vergognarsi o chiedere scusa ai tifosi non serve, si deve avere il coraggio di prendere delle decisioni. Tutti hanno delle colpe, Allegri, i giocatori, ma soprattutto la società. Presidente e dirigenti smaniosi di vittorie facili e veloci non hanno capito che per costruire un futuro vincente serve pazienza e lungimiranza. Sbagli clamorosi come il divorzio da Beppe Marotta, riconosciuto da tutto il mondo del calcio come uno dei dirigenti più illuminati. Invidia, fastidio, paura di poter essere messi in ombra? Non abbiamo ancora capito il perché".


    "Poi la parentesi di Sarri, certamente grande allenatore ma totalmente estraneo al pensiero bianconero fino ad Andrea Pirlo, grande giocatore con poca esperienza di panchina ma che avrebbe potuto aprire le porte ad un futuro certamente più roseo di quello che stiamo vivendo. Certo, bisognava crederci davvero, l’inesperto mister andava accompagnato, aiutato, rasserenato ma nonostante tutto questo non sia avvenuto, ha comunque vinto due trofei e raggiunto la qualificazione Champions, non male per chi non si era mai seduto su una panchina. Ed allora il colpo di genio, mandiamolo via, buttando soldi e credibilità".

    "Il presente lo conosciamo, le facce dei giocatori a fine gara in Israele le abbiamo viste tutti, increduli, spaventate con un’unica domanda negli occhi smarriti: «Come ne usciamo?». Chi sbaglia paga, ma non per forza deve sempre essere l’ allenatore".


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