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Eliaquim Mangala per l'immediato, Brahim Diaz per il futuro. Ruoli diversi, profili tecnici completamente differenti ma accomunati dal fatto di essere entrambi nel mirino del direttore sportivo Piero Ausilio, che li ha seguiti personalmente nel corso della sua toccata e fuga a Manchester. Prima di concentrarsi sui "grandi", il dirigente nerazzurro non ha voluto perdersi il match di Youth League tra City e Napoli, partita nella quale ha brillato la stella di Brahim Diaz, talento classe '99 della formazione inglese.

LA FOLGORAZIONE DI PEP - Un nome non nuovo per i conoscitori del calcio giovanile in generale e più nello specifico di un giocatore che ha già fatto parlare di sè per la propria carriera di predestinato. Papà marocchino, madre spagnola (dalla quale ha preso il cognome), Brahim nasce e cresce a Malaga ed è proprio nel settore giovanile della formazione andalusa che inizia il suo percorso. Mancino naturale, esterno offensivo che dà il meglio di sè sulla destra ma che può giocare anche alle spalle della punta centrale in un 4-2-3-1, il suo nome finisce ben presto sui taccuini degli uomini mercato del Barcellona, ma soprattutto le sue giocate nello stretto con la palla incollata al piede catturano l'attenzione di un certo Pep Guardiola. L'attuale tecnico del City lo invita al Camp Nou e gli fa anche conoscere il suo idolo Leo Messi pur di convincerlo a cambiare maglia, ma le norme federali spagnole dell'epoca (che non consentivano il tesseramento di un Under 16 di una provincia di residenza diversa) e il contratto da 10.000 euro all'anno messi sul piatto dal Malaga stoppano tutto il nascere.
OCCASIONE PER IL FUTURO - Abdelkader, padre di Brahim, si era anche impegnato sulla parola col Barcellona firmando una scrittura privata ma, considerando le difficoltà economiche della famiglia, la somma garantita nell'immediato dal Malaga è davvero irrinunciabile. Si tratterà soltanto di un appuntamento rimandato, visto che nel dicembre 2013 è il Manchester City a farsi sotto e con un'offerta da 300.000 euro si porta in Inghiterra il ragazzo, che fino al compimento dei 16 anni di età non può disputare match ufficiali, secondo quanto previsto dalle norme Uefa. Brahim Diaz saprà rifarsi con gli interessi, visti i 5 gol segnati in 14 partite con l'Under 18, i 10 in 26 con la seconda squadra e i 4 in 13 match di Youth League, due dei quali contro la Primavera del Napoli. Lo scorso ha debuttato in prima squadra in un match di Coppa di Lega contro lo Swansea e quest'estate ha deliziato anche la platea statunitense con un gol d'autore al Real Madrid in un'amichevole precampionato. L'Inter e Ausilio hanno preso nota, Brahim Diaz può essere il nome giusto per il futuro (il suo contratto scade a giugno 2019): garantisce Guardiola.