L’Inter è tornata. Anzi è meglio di quella dell’inizio.
Ora vince (5-0 alla Sampdoria sul terreno di Marassi), gioca bene
, ha ritrovato i gol di Icardi (quattro), quello di Perisic (non segnava dal 3 dicembre), ha un’identità precisa (sempre 4-2-3-1 ma con giocatori mobili, pochissimi che pretendono palla sui piedi) e una formazione-base: Brozovic e Gagliardini davanti alla difesa; Rafinha, con Candreva e Perisic, dietro Icardi.
Tuttavia l’uomo in più si chiama Joao Cancelo: ha dinamismo, tempi di gioco e di inserimento, un piede da centrocampista raffinato e capacità difensive non inferiori a quelle di D’Ambrosio.
Contro la Sampdoria tutti bravissimi. Sia per come è stata preparata la partita, sia per come è stata sviluppata. Spulciando tra gli appunti trovo due occasioni della Sampdoria (tiro di Praet respinto da Handanovic, palo di Zapata su colpo di testa di Zapata) quando il punteggio era già sullo 0-3.
Poi più nulla. A conferma del fatto che il dominio è stato totale (Candreva al 60’ ha mancato il gol del 6-0) e che l’Inter ha continuato a giocare fino alla fine.

Avere ritrovato un modo adeguato, vincente e divertente di stare in campo è la migliore constatazione per Spalletti. Al quale, tante volte, avevamo rivolto l’invito di cambiare. Prima sistema di gioco (ma il 4-3-3 aveva prodotto poco di buono) e poi eventualemente gli uomini, indicando in Borja Valero e Vecino i due più spompati.

Non so se Spalletti ci legga. Ma anche se lo facesse dubito che attui le sue scelte solo perché qualcuno gliele suggerisce. Piuttosto possiamo pensare che le sue idee fossero vicine alle nostre e che aver individuato nei due centrocampisti i punti di debolezza rappresentava una convergenza comune.

Certo, pochi (e tra questi non io) si aspettavano che l’allenatore si inventasse Brozovic centrale di centrocampo e che il croato rispondesse tanto positivamente alla sollecitazione. Invece, anche con la Sampdoria, è stato tra i più positivi, dimostrando una caratteristica ignorata o sottaciuta: corre più di tutti i suoi compagni. Bene - anzi, sempre meglio - anche Gagliardini che ha recuperato tanti palloni e li ha rigiocati quasi tutti benissimo.

Il gol, poi, è sembrato sbloccare Perisic e ha finalmente premiato Icardi: non solo ha raggiunto i cento gol, ma con le sue quattro reti (103) lo ha portato oltre la fatidica quota. Molta meraviglia e altrettanta ammirazione sono discese dalla realizzazione del 3-0: un colpo di tacco voluto e vincente, dopo cross di Perisic e un mancato rinvio doriano in area.
 
Era il 32’ del primo tempo e l’Inter aveva aperto il carosello delle segnature appena sei minuti prima, quando Cancelo, ricevuta palla da Candreva, ha inventato un pallone verticale a beneficio di Perisic. Viviano, opportunamente fuori dai pali (è lì che deve stare un portiere quando la palla si sta giocando poco fuori dall’area) si è inarcato in un balzo all’indietro senza però raggiungere il pallone.
L’Inter aveva fatto prima (tiro di Perisic, deviato da Viviano; colpo di testa di D’Ambrosio, sempre deviato dal portiere, traversa di Cancelo da angolo) e ha continuato a fare dopo. Al 29’ un dubbio rigore (presunto fallo di Barreto su Rafinha) l’ha portata sul 2-0 (trasformazione di Icardi), il tacco di Icardi ha regato il terzo gol, una ribattuta dell’argentino dopo tacco di Rafinha, l’ha issata sul 4-0.
Partita ampiamente finita con una Sampdoria prima tramortita, poi inesistente. Molti i calciatori doriani completamente fuori fase: da Bereszynski (sostituito addirittura al 34’ del primo tempo da Verre, con Barreto scalato a terzino destro) a Ramirez (fuori al 5’ della ripresa), da Ferrari a Torreira. Decenti, ma non sufficienti, Praet e Zapata. Adesso cogliere un posto per l’Europa League è molto difficile. Del resto subire nove gol in due partite (quattro a Crotone, cinque con l’Inter) significa non avere solo problemi difensivi, ma forse avere anche mollatao la presa della concentrazione.

L’Inter ha segnato il quinto gol al 50’, ancora con Icardi, grazie ad un tiro sporco di destro. La palla, servita involontariamente da Barreto (uscito subito dopo perché infortunato), è rimbalzata davanti a Viviano scavalcandolo. Troppa grazia probabilmente.
Dopo la sosta, l’Inter è chiamata a confermarsi. E il derby, nel recupero, è probabilmente lo snodo dell’ultima parte di stagione.