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Amici napoletani, che spesso sento per motivi di lavoro, sono convinti che la partita di domani sera contro la capolista Inter sia decisiva per la conquista di un posto in Champions League. I più pessimisti pensano alla sconfitta (e conseguentemente ad un risultato positivo della Juventus a Bergamo), i più ottimisti non arrivano ad immaginare un risultato diverso dal pareggio che, invece, terrebbe perfettamente in corsa il Napoli. Pochissimi quelli che credono nella vittoria. La squadra di Conte ha undici punti di vantaggio sul Milan, ha vinto tutte le partite del girone di ritorno e vuole arrivare il più in fretta possibile a cucirsi lo scudetto sul petto. Dunque sarà una schiacciasassi.

Detto che l’Inter ha praticamente vinto il titolo da almeno un paio di mesi (e che io avevo anticipato tale esito all’inizio del campionato), credo che a Napoli troverà qualche difficoltà a essere migliore dell’avversario e che anche i tre punti non siano così scontati.

Il Napoli sta bene e gioca meglio, i calciatori hanno ritrovato la coesione all’interno dello spogliatoio, stanno tutti dalla parte di Rino Gattuso anche se sanno che andrà via, sono disposti a tutto pur di raggiungere l’obiettivo (ovvero la zona Champions).

Contro l’Inter non hanno nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. Intanto perché Atalanta e Juventus si affrontano in uno scontro diretto e se non entrambe (in caso di pareggio) almeno una delle due (quella sconfitta) perderà punti, lasciando come minimo la situazione inalterata.

Poi perché giovedì, nel turno infrasettimanale, il Napoli avrebbe una grande possibilità di battere la Lazio, estromettendola dal giro, guadagnare tre punti preziosi (l’Atalanta va a Roma) e riportarsi nel gruppo delle eccellenze.
Ma è dell’Inter che mi preme parlare. La sua volontà di potenza è esattamente proporzionale a quella dell’allenatore che gliela trasmette, la determinazione con cui salta gli ostacoli sulla strada verso lo scudetto è impressionante, così come il nitore delle vittorie, tutte meritate e perciò chiare.

Rimane qualche perplessità sulla qualità del gioco e sull’efficacia della strategia. Conte pressa alto, ma ha ormeggiato tre pilastri in difesa. Non di rado, anche se non sempre, l’Inter riparte in maniera fulminea e fulminante. Diventa più difficile segnare, invece, quando trova squadre che si abbassano, difendono con nove uomini dietro la linea della palla, occludono le linee di passaggio o le avvicinano a tal punto da non consentire di agire dietro le punte.

Con il Cagliari, per esempio, è stato così. E se è vero che l’azione Lukaku, Hakimi, Darmian è stata particolarmente apprezzata per scardinare il catenaccio avversario, è altrettanto vero che la partita era entrata nella sua fase conclusiva senza che l’Inter avesse fatto nulla di particolarmente memorabile per meritarla.

Antonio Conte, che è un grande allenatore e una persona seria, sa che chi si permette rilievi di questo genere non è prevenuto o in malafede. Pur tuttavia, essendo un po’ troppo permaloso, li vive come se fossero attacchi alla squadra o alla sua persona. Più precisamente ritiene che questo sia il tempo dei complimenti e delle gratificazioni, non delle eccezioni, anche perché l’Inter, che sta per tornare a vincere dopo dieci anni, ha vissuto nei mesi scorsi momenti societari difficili dentro i quali era facile perdere la bussola.

Sia come sia, domani sera a Napoli, l’Inter può dimostrare che anche contro una grande squadra può vincere senza speculare. Perché il Napoli (4-2-3-1 o 4-3-3) gioca e lascia giocare e Gattuso quasi mai preparata la partita per segnare e non per subire poco o nulla. Resto convinto che sarà un confronto d’alto contenuto e che il Napoli non abbia perso ancor prima di cominciare.