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Adesso il derby, preceduto da una scomoda incombenza contro i tedeschi dell’Eintrach. L’Inter è riuscita a mantenere la scia del Milan, con il quale si giocherà il terzo posto che vuol dire Champions e tante altre cose. Il tutto in una situazione indefinita per ciò che riguarda Icardi che questa volta ha disertato lo stadio, dando l’idea di considerare chiusa l’esperienza interista. 

Spalletti, uno che non ama la semplicità e figuriamoci adesso che ha appena compiuto 60 anni, ha voluto stupire San Siro con la mossa del secolo: Asamoah esterno alto, ruolo che il ghanese non interpretava da quando era bambino. Il primo tempo è durato 51 minuti per le tre interruzioni decretate dall’arbitro Calvarese. La prima per uno schiaffo a Miranda, colpito da Petagna, che ha fatto perdere molto sangue dal naso a Miranda. La seconda quando è intervenuto il Var, che ormai ha decisamente cambiato i tempi di reazione del calcio, annullando di fatto il gol che Lautaro Martinez aveva segnato con un colpo di destrezza, inquinato però da un colpo di mano che era sfuggito a tutti, anche ai giocatori della Spal nessuno dei quali aveva elevato formale protesta.

La terza pausa è stata provocata da Brozovic, che si è stirato da solo costringendo Spalletti a richiamare Candreva, che non mi sembra il tipo adatto a una felice convivenza con l’uomo di Certaldo. La Spal ha tenuto il campo con ordine, seguendo le solide intuizioni di Leonardo Semplici che ha nel cognome le istruzioni per l’uso.

Nel secondo tempo Miranda ha ammainato bandiera, lasciando il posto a Ranocchia, che negli auspici di Spalletti può fungere anche da centravanti aggiunto. Con Candreva e Politano esterni, Asamoah è retrocesso in mediana. L’Inter ci ha messo un po di vigore ma ha dovuto attendere fino al minuto 68 per trovare il gol del vantaggio, firmato da un sinistro di eccellente fattura di Politano. Anche qui c’è stato il brivido de Var, che sta condizionando anche il modo di esultare dei tifosi, per un fuorgioco che stavolta non c’era.

La Spal ha tentato la carta Paloschi, che ha preso il posto di Felipe per un attacco a tre punte insieme a Floccari e Petagna. Spalletti ha replicato con l’istinto di conservazione concedendo a Politano la standing ovation e mandando in campo Borja Valerio. L’Inter è sembrata più equilibrata e ha trovato il gol per chiudere la pratica con Gagliardini, che ha potuto concedersi una struggente dedica sentimentale portandosi via il pallone.

UNA CURIOSITA’; CON I 5 MINUTI DI RECUPERO DEL SECONDO TEMPO, INTER-SPAL È DURATA 101 MINUTI. C’ERA UNA VOLTA NOVANTESIMO MINUTO.


IL TABELLINO

Inter-Spal: 2-0

Marcatori: Politano, Gagliardini

Inter: Handanovic; Cedric, Miranda (dal 1’ s.t. Ranocchia), de Vrij, Dalbert; Gagliardini, Brozovic (dal 42’ Candreva); Politano (dal 29’ s.t. Borja Valero), Joao Mario, Asamoah; Lautaro.

Spal: Viviano; Bonifazi, Vicari, Felipe (dal 28’ s.t. Paloschi); Valoti (dal 17’ s.t. Dickmann), Kurtic, Missiroli, Schiattarella, Fares; Floccari (dal 38’ s.t. Antenucci), Petagna.

Ammoniti: Gagliardini (I), Missiroli (S), Petagna (S), Valoti (S), Joao Mario (I), Felipe (S), Vicari (S), Ranocchia (I).

Espulsi:

Arbitro: Calvarese (della Sezione di Teramo)​