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In attesa di schierare Lukaku, di abbracciare Dzeko e di salutare Perisic, l’incompleta Inter di Conte vince ai calci di rigore il trofeo Naranja a Valencia, chiudendo i 90' sull’1-1 contro i padroni di casa. L’ha vinto grazie ai suoi giovani, a Esposito che ha procurato il rigore trasformato da Politano nell’uno a uno e a Bastoni che con notevole freddezza ha segnato poi il rigore decisivo, il settimo della serie, dopo l’errore di Garay (palla dal dischetto al secondo anello).

45' DIFFICILI - Il primo tempo è stato molto complicato per l’Inter, che ha subìto la più solida organizzazione, la più avanzata condizione e il più alto ritmo del Valencia. Se pensiamo alle amichevoli contro la Juve, il Psg e il Tottenham, sembrava un bel passo indietro. E’ andata meglio nella ripresa, quando ha giocato con più coraggio e personalità, anche se ha rischiato spesso di prendere il secondo gol.  

I PROBLEMI - In quel primo tempo l’Inter ha faticato in ogni zona del campo: nella fase difensiva (troppi errori collettivi e individuali), nella fase di costruzione di gioco (Brozovic era sempre sotto assedio) e soprattutto nella fase conclusiva, dove l’evanescente Politano e l’inesistente Lautaro Martinez non hanno creato un solo problema alla difesa spagnola.

MALE DIETRO - Quello che non piacerà di sicuro a Conte è l’atteggiamento della sua difesa. Ha cominciato D’Ambrosio, dopo appena due minuti, con un errore che ha portato Soler, su assist di Guedes, a centrare il palo. E' stata soprattutto questa notevole intesa fra i due esterni (Guedes a sinistra e Soler a destra) a mettere in crisi la difesa nereazzurra. Il centrocampo proteggeva poco e male, così De Vrij e compagni erano costretti a fronteggiare un attacco sempre più massiccio e sempre molto veloce, oltre ché tecnico.
  
BARELLA STUDIAVA -  L’ex cagliaritano era alla prima da titolare, Conte lo aveva schierato fra Brozovic e Candreva, e la sua partita era tutta tesa a capire i meccanismi della sua nuova squadra. Meccanismi in cui stentava ad entrare. Va detto che nemmeno l’Inter lo aiutava quanto avrebbe dovuto. Con Brozovic a corto di spazio, i pochi guizzi dell’Inter erano quasi tutti di Sensi, il più in forma dei nerazzurri: un suo controllo al volo ha strappato gli applausi del Mestalla.

SILENZIO IN ATTACCO - Il rientro di Lautaro Martinez e la presenza al suo fianco di Politano, due quasi certe riserve dell’Inter che sarà, non hanno avvicinato la squadra alla porta di Domenech. Bisogna aggiungere che ai due mancava anche l’appoggio degli esterni.

SOLO VALENCIA - Il primo tempo è stato tutto degli spagnoli che inizieranno il campionato una settimana prima dell’Inter. Dopo il palo esterno di Soler, la squadra di Conte si è salvata con due paratone di Handanovic su Gameiro e sullo stesso Soler, che alla fine è riuscito a trovare l’angolo buono per il gol. E’ partito Guedes a sinistra, ha saltato Candreva e crossato per Soler che, sbucato alle spalle di Brozovic, ha girato in rete di testa. Skriniar, in modo abbastanza plateale, ha ripreso il croato, che non ha tardato a rispondergli.

IL PARI DELL’INTER - Non è difficile immaginare la rabbia di Conte nell’intervallo, nel secondo tempo l’Inter aveva un altro atteggiamento. Pur senza brillare, ha occupato la metà campo del Valencia, ora protetta anche dall’ex nerazzurro Kondogbia, e si è fatta almeno minacciosa. Inevitabilmente ha lasciato un po’ di spazio per il contropiede, ma la squadra di Marcelino non ne ha approfittato. I cambi di metà ripresa hanno dato all’Inter lo spunto decisivo per arrivare al pareggio grazie al giovane Esposito, il più in forma del reparto d’attacco: Cheryshev lo ha buttato giù in area e Politano ha segnato il rigore dell’uno a uno. Nella serie finale, ha sbagliato Garay mentre un altro giovane nerazzurro, Bastoni, ha segnato il rigore decisivo e conquistato il trofeo Naranja.