Quello tra Lapadula e il Genoa si sta rivelando il classico matrimonio che non si sarebbe mai dovuto celebrare, perché a distanza di un anno si è rivelato inutile, dannoso e dannatamente costoso. Inutile perché il Grifone nel frattempo si è ritrovato con tre attaccanti uno meglio dell'altro: Favilli, Kouame e soprattutto quel Piatek che fino ad ora è stata l'autentica rivelazione di questa stagione, visto che è l'attuale capocannoniere del campionato. Dannoso perché dopo una stagione deludente come quella dello scorso anno, nella quale l'attaccante torinese ha messo a segno solo sei gol, adesso il suo cartellino - anche a causa della mancanza di spazio in attacco - sta subendo un clamoroso crollo del valore. Costoso perché paradossalmente, quello di Lapadula è stato l'acquisto più alto mai fatto dal Genoa nella sua ultrasecolare storia, ben 13 milioni versati al Milan, che su di lui è riuscito anche a produrre una non indifferente plusvalenza di 4 milioni euro.

Insomma uno di quei pasticciacci brutti che rischiano di trasformarsi in un vero e proprio disastro sia dal punto di vista economico che da quello sportivo. Perché se da una parte il Genoa non può più puntare su di lui, dall'altra non può permettersi di svalutare l'acquisto più costoso della propria storia, un paradosso di grosse proporzioni e di difficile soluzione, perché poi c'è anche il discorso legato all'ingaggio del giocatore, un milione e mezzo netto, non esattamente una roba da pagare a cuor leggero, soprattutto per i club potenzialmente interessati a lui, come quel Pescara dove pure potrebbe provare a fare un gradito ritorno, ma che non ha il potere economico necessario per poterselo permettere. Accade quindi che Lapadula è prigioniero di se stesso e di una situazione alquanto scomoda, anche a causa della continua e snervante incertezza che fino ad ora c'è stata sulla panchina del Grifone, con un via vai di allenatori, che alla resa dei conti si è rivelato dannoso soprattutto per lui piuttosto che per tutto il resto della squadra.

A complicare ulteriormente la situazione poi, ci sono state anche le recenti vicende con l'equivoco legato a quello che sembrava un gesto di stizza di Lapadula, che alla fine della partita contro il Torino, sembrava avesse lanciato con violenza la gloriosa maglia rossoblu, ma non con quell'intento sacrilego che molti avevano voluto attribuirgli, visto che poi si è scoperto che quel lancio, voleva semplicemente essere un regalo ad un suo ex compagno coinvolto in un incidente e che aveva chiuso per sempre con il calcio. Tuttavia le cose per il povero Lapadula successivamente sono andate anche peggio, visto che proprio lui è stato anche il protagonista in negativo del disastroso derby ligure contro l'Entella in Coppa Italia, in una partita nella quale a un certo punto sembrava quasi che si stesse ergendo a salvatore della patria e vendicatore di se stesso, dopo aver segnato il terzo gol nei tempi supplementari.

Ma quella sua esultanza cosi sfrontata, con quelle mani portate alle orecchie, in segno di sfida nei confronti della gradinata, non era piaciuta per niente, nonostante il gol fosse quello del 3-2 nei supplementari, a dimostrazione di una vera e propria antipatia nei suoi confronti da parte dei tifosi genoani. Tanto che poi per ironia della sorte, toccava proprio a lui sbagliare l'ultimo decisivo tiro dal dischetto dopo un'infinita lotteria ai calci di rigore. Come se tutto questo poi non fosse sufficiente, da poco sotto la Lanterna si è accasato un redivivo Prandelli, che lo ha escluso contro la Spal; la sensazione è che i motivi siano legati invece soprattutto ad una vera e propria scelta tecnica, a dimostrazione del fatto che per Lapadula a Marassi c'è sempre meno spazio e comprensione. E cosi nonostante quei 13 milioni pagati al Milan e il suo ingaggio elevato, non resta che prepararsi per il mercato di riparazione, perché a gennaio il matrimonio tra i Genoa e e Lapadula, si dovrà per forza interrompere, per il bene di entrambe le parti.

@Dragomironero