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Una transazione anomala da ogni punto di vista. È quella condotta a termine durante la scorsa finestra di mercato fra il Barcellone e lo Sporting Braga sotto la regia di Jorge Mendes. Riguarda il trasferimento incrociato di Abel Ruiz Ortega, attaccante classe 2000 che si sposta dal Barcellona allo Sporting Braga, e di Francisco António Machado Mota de Castro Trincão, attaccante esterno classe 1999 che viaggia in direzione opposta, dal Braga al Barcellona. Un intreccio di mercato in apparenza come tanti, ma che se osservato guardando appena sotto la superficie svela aspetti degni d'indagine. Non soltanto giornalistica.

C'è in primo luogo che si tratta di un trasferimento che coinvolge lo Sporting Braga. E qualsiasi trasferimento coinvolga lo Sporting Braga è cosa di Jorge Mendes, senza la cui regia il club minhoto sarebbe una realtà periferica anche nella periferica realtà portoghese. E se questo scambio avviene col Barcellona, uno dei residui grandi club europei disposti a trattare ancora col boss di Gestifute, ecco che il timbro mendesiano spicca con nettezza. Ma altri sono gli aspetti davvero rilevanti dell'affare e li si coglie dalla lettura dei comunicati, inviati in data 31 gennaio 2020 alla Comissão do Mercado de Valores Mobiliários (CMVM, la Consob portoghese), con cui lo Sporting Braga ha dato notizia separatamente dei due trasferimenti.

Quello relativo a Abel Ruiz riferisce che il calciatore si trasferisce immediatamente in Portogallo con la formula del prestito, da convertirsi a fine stagione in cessione definitiva per la cifra  di 8 milioni di euro, pagabili in cinque comode rate annuali a partire dal prossimo mese di luglio. Inoltre il Barcellona si vedrà riconoscere il 20% della plusvalenza sull'eventuale futura cessione. Ma a impressionare è il diritto di recompra fissato dalle due società, da esercitarsi entro il 30 giugno 2022: 40 milioni di euro. Cioè, il Barça firma un accordo che lo porterebbe a ricomprare fra due anni il calciatore a un prezzo cinque volte superiore rispetto al valore di cessione. Come verrebbe giudicato un manager che firmasse per la propria azienda, in qualunque settore commerciale, una clausola così rovinosa? Dubitiamo che ne caverebbe l'osso del collo. Ma al Barça sono contenti e nel calcio vale tutto, ci mancherebbe altro.

E vale anche ciò che si legge nel comunicato relativo al trasferimento di Trincão, che per quanto riguarda la movimentazione dei diritti economici mostra una posizione simmetrica rispetto a quella di Abel Ruiz: ceduto subito a titolo definitivo al Barcellona ma lasciato in prestito allo Sporting Braga fino al termine della stagione. La cifra di trasferimento è spropositata: 30.940.140 euro. Ma dopo i 126 milioni pagati dall'Atletico Madrid al Benfica per João Félix (altro affare orchestrato da Jorge Mendes) ogni valutazione sui calciatori ha perso senso.
Soprattutto, c'è quel passaggio finale in cui si parla delle commissioni pagate dal Braga per l'intermediazione, cioè a Gestifute. Si parla di 1,5 milioni di euro già acquisiti, ma vengono prospettati altri 5,5 milioni di euro, ciò che porterebbe a 7 milioni di euro l'incasso di Jorge Mendes. Ma per cosa, quegli ulteriori 5,5 milioni di euro? Il comunicato dice testualmente di “bonus legati a obiettivi ottenuti dall'intermediario nell'ambito della negoziazione col Futbol Club Barcellona”. E questa è davvero una novità. I bonus a rendimento che vengono pagati dal club acquirente non già al club cedente, ma all'intermediario. Scusate tanto: ma a che titolo? E come si giustifica una cosa del genere? Dal 1° maggio del 2015 gli schemi di TPO/TPI sono stati messi al bando dalla Fifa, ma se bastano formule così grossolane per aggirare il divieto significa che si può tranquillamente tornare a liberalizzare le terze parti. La federazione mondiale intervenga immediatamente, se non vuole perdere la faccia una volta per tutte.

P.S. Di Mendes torneremo a parlare nei prossimi giorni a proposito del trasferimento di Daniel Podence ai soliti Wolverhampton Wanderers.

@pippoevai