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    La Costa Rica si aggrappa ancora a Fuller e... alla Divina Provvidenza: basta un tiro per sperare nel miracolo

    La Costa Rica si aggrappa ancora a Fuller e... alla Divina Provvidenza: basta un tiro per sperare nel miracolo

    • Federico Targetti
    Quando il destino ti sorride, gli antagonisti possono fare poco: che ci si trovi sul ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno oppure a San Josè, durante Costa Rica-Panama, la Divina Provvidenza muove sempre i fili delle vicende umane, se uno ci vuol credere. E di sicuro Keysher Fuller, dato quel che gli è successo da dieci mesi a questa parte, un po' ci crederà.

    SALVATORE DELLA PATRIA - 28 gennaio, ultima gara di qualificazione al Mondiale: la Costa Rica si gioca tutto contro Panama, la partita non si sblocca e i Ticos si sbilanciano. Contropiede micidiale, Fuller si trova improvvisamente da solo contro quattro giocatori che puntano l'area di rigore. In qualche modo, muovendosi in maniera corretta e sfruttando un'esitazione del portatore avversario, il terzino ferma tutto e fa ripartire i suoi, che di lì a qualche secondo segneranno con Ruiz e staccheranno il pass per Qatar 2022. Il telecronista esclama: "La Divina Providencia!"

    UNA NUOVA SPERANZA - L'inizio di una nuova storia, dopo le sette scoppole prese dalla Spagna nella partita inaugurale, coincide con il primissimo tiro in porta della Costa Rica in questa edizione dei Mondiali: la casualità di trovarsi in una posizione insolita, la complicità di un rivedibile Gonda, portiere giapponese che contro la Germania era stato strepitoso: tutto allineato ancora una volta in modo favorevole a Fuller, che non ha dovuto far altro che rispondere alla chiamata del destino. Ora la Costa Rica sogna, come avvenuto nel 2014, quando Ruiz e compagni estromisero proprio l'Italia.

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