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Teoricamente Torino-Fiorentina una partita strana, nella pratica subito una partita discreta, molto giocata anche se non benissimo giocata. Teoricamente le due compagini, sorelle storiche in un'alleanza verso quello che ritengono l'impero del male, cioè la Juventus, potevano e forse persino dovevano adagiarsi nella felicità indiretta, riflessa per le notizie antibianconere ancor calde da Roma e passare sopra ai loro problemi, non "acci" ma neanche "ucci". Così era una volta (preistoria), con la Fiorentina migliore oasi anti-Juve anche per i nomadi del Toro in cerca di passato glorioso, e con il Toro spesso delegato dai viola a vendicarli di una cento, mille chiarissime o misteriosissime cose di brutta tonalità bianconera.

Poi tante cose sono cambiate, nel mondo compreso persino quello del pallone. Ed ecco dunque a Torino, in un pomeriggio domenicale di sole quasi solare, nel senso cioè di calduccio, la partita molto corsa, decorosamente combattuta, col Torino privo ancora di Belotti e con la Fiorentina schierata all'indietro, appena Vlahovic ben chiaramente davanti e Chiesa messo male e dimesso, annegato nella terra e nell'impegno di mezzo. Zaza unico attaccante granata con parziali sussidi da Verdi, Zaza pieno di sane voglie sin sopra ai capelli che non ha, Zaza rimpallato, murato da Caceres e C., attentissimi a lui, come neanche le pallavoliste turche, appena battute in finale mondiale di club dalle venete, a cercare di murare Egonu e C..

Castrovilli bravo a inventare per la Fiorentina una difesa da bunker ordinatuccio: lo farà fino alle fine, aiuti specialmente da Caceres. Fuori subito De Slvestri, un muscolo out, in campo per lui Aina nel Toro dove gli artistoidi francofoni di colore smettono di fare i giocolieri e cominciano, enfin, a fare i giocatori. Al 21' il gol granata logico, dopo l'onesta lunga pressione: Ansaldi che è uno della razza dei grandi giocatori modesti crossa giusto per la testa pelata di Zaza, Dragowski stavolta cede. Un Ansaldi non capito mai tutto nel Toro e stavolta anche nella Firorentina che lo lasciato libero di inventare, cioè un giocatore senza ufficio-stampa (o ufficio-pampa, è argentino), uno di valore ma amante dei fatti più che delle parole o dei silenzi sussiegosi di modi. Benassi, ex granata vestito di viola, cerca di dare ordine, di fare un po' l'Ansaldi. Niente.

Sottil per più Fiorentina nella ripresa, ma sempre Toro avanti di un qualcosa, non solo di un gol. Curiose reazioni di popolo fra chi ama il Toro ma non può vedere Mazzarri e chi è quasi nemico di questa Fiorentina ma ama Montella. Verdi 25 milioni spesi dal Toro sparagnino di Cairo e Montella almeno 100 non incassati dalla dollarosa Fiorentina americana fanno meditare, ma Verdi c'è di più: come responsabilizzato, tipo Zaza, dal Belotti che non c'è. In campo persino più Toro di quello che poi si traduca in occasioni o almeno occasioncelle da gol. Specie Baselli sembra quello che la Fiorentina voleva prima di prendere Benassi… Così, ad occhio e crocifissione di giornata, la Fiorentina del futuro ha più problemi del Torino, ma si sa che la palla è rotonda e allora bla-bla-bla e avanti verso l'Inter (il Verona per il Toro).

Torniamo al match, se del caso anche Sirigu vola anche, puntuale nel parare quello che per lui non è imparabile nel senso calcistico dell'aggettivo: imparabile cioè che si impara (a parare, appunto). Facile per l’arbitro Giacomelli, si vogliono tutti bene o mai male. Al 26’ una magia di Aina lungo linea è l’occasione per uno spunto forte granata, palla ad Ansaldi che avanza, la difesa viola ammira il suo bel caracollare, tiro da lontano, il portiere in ritardo, 2-0 del migliore in campo, una sorta di omaggio.

Per divertire viola e magari anche granata il Torino si rilassa, tanto c'è Sirigu. Però dopo 1' di recupero Caceres riesce a sbattere dentro una palla vagante: 2-1. Il tempo ristretto di un piccolo affanno granata, finisce col Toro che vince ed è giusto, la Fiorentina è più da ricostruire tutta. Viene di dirlo magari cinicamente, piace farsi girare la frase in testa e in bocca. C'è cinismo e cinismo anche se nessuno sa bene cosa sia: la cinica Juve (era lei?) del sino a sabato sera cinico Sarri (era lui?) meno forse di tutti.

IL TABELLINO

Torino-Fiorentina 2-1 (primo tempo 1-0)


Marcatori: 22’ p.t. Zaza (T), 27’ s.t. Ansaldi (T), 46’ s.t. Caceres (F)

Assist: 22’ p.t. Ansaldi (T), 46’ s.t. Chiesa (T)

Torino (3-4-1-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri (12’ p.t. Aina) Baselli, Rincon, Ansaldi; Verdi (31’ s.t. Laxalt); Zaza, Berenguer (23’ s.t. Meité). All. Mazzarri. 

Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Caceres, Milenkovic, Ceccherini, Dalbert; Benassi, Pulgar, Castrovilli; Ghezzal (6’ s.t. Sottil), Vlahovic (33’ s.t. Pedro), Chiesa. All. Montella. 

Arbitro: Giacomelli di Trieste

Ammoniti: 31’ p.t. Chiesa (F), 32’ p.t. Aina (T), 42’ p.t. Baselli (T), 4’ s.t. Caceres (F), 16’ s.t. Rincon (T), 23’ s.t. Vlahovic (F), 47’ s.t. Izzo (T)