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Ciao Procuratore,

sono un lavoratore subordinato, con moglie e figlio a carico, che rischia di perdere il lavoro a causa del Coronavirus...ti scrivo perché i procuratori devono dire ai loro calciatori di ridursi lo stipendio e di aiutare chi come me non sa se riuscirà a fare la spesa per la settimana..sensibilizzate i vostri ricchi calciatori e consigliategli di non fare storie perché loro non hanno comunque problemi per tirare avanti visto che di soldi in banca ne hanno e anche parecchi! Grazie e scusa lo sfogo di un povero cassaintegrato! Fernando '65



Gent.mo Fernando,
raccolgo il suo invito, ma non sono i procuratori a potersi fare carico di questa situazione così complessa.
Sono in corso trattative tra l'Aic, le Lega di Serie A, la FIGC e il Governo stesso per tentare di trovare una soluzione che possa contemperare gli interessi di tutti, calciatori e società di calcio. Da una parte la ferma e comprensibile proposta dei club - le cui casse non sono più rimpinguate dai proventi dei botteghini e dei diritti televisivi - è quella di ridurre gli stipendi ai calciatori con decurtazioni calcolate in percentuale (soluzione che sembrerebbe trovare il benestare della FIGC), ma, dall'altra, l'Associazione Italiana dei Calciatori, presieduta da Damiano Tommasi, dovrà valutare, a mio avviso, due elementi fondamentali, prima di poter acconsentire supinamente ad un drastico taglio agli stipendi dei calciatori di Serie A, e cioè: 1. quando riprenderanno i campionati e, quindi, se sarà necessario rimodulare i contratti con formule di retribuzione nuove; 2. tutelare, in ogni caso, i calciatori che non ricevono stipendi milionari. 

Altra questione è quella che riguarda i calciatori che militano in serie B e in Lega Pro, per i quali sta sempre più prendendo piede l'ipotesi che possano essere messi in cassa integrazione. 

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: come si potrebbe, secondo voi, risolvere la questione dei tagli agli stipendi dei calciatori di serie A?