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Avanti verso gli ottavi a forza di 1-0. Stavolta a San Pietroburgo contro lo Zenit, come prima contro il Chelsea in Champions, il Torino e la Roma in campionato, la Juventus ottiene il massimo con il minimo sforzo. Ma siccome nel calcio contano i risultati, questo quarto 1-0 consecutivo dimostra che la squadra di Allegri ha trovato un’anima e un equilibrio, perché non può essere un caso se Szczesny è ancora imbattuto in Europa e nelle ultime due gare non ha più incassato gol in Italia. Primi in Champions a punteggio pieno, dopo aver superato questa prova del 9 (punti), ma soltanto quinti in campionato, i bianconeri hanno però assoluto bisogno del ritorno di Dybala, perché soltanto lui può aggiungere classe e fantasia a una squadra che fa troppa fatica a creare gioco e occasioni da gol, pur essendo in confortante crescita. Ripensando ai risultati delle altre tre italiane che dovranno soffrire per qualificarsi agli ottavi, proprio la Juventus, però, sembra l’unica con qualche possibilità di tornare a San Pietroburgo per la finale del 28 maggio, anche se la strada è ancora lunga, in tutti i sensi.


ANDAMENTO LENTO - Allegri lascia a riposo Chiellini e almeno inizialmente Kean, rilanciando De Ligt al fianco di Bonucci, tornato capitano, e soprattutto Morata al centro dell’attacco tra Bernardeschi e Chiesa. La manovra della Juventus, però, non decolla per la mancanza di fantasia in un centrocampo in cui scarseggia la classe dei singoli, perché Bentancur, McKennie e lo stesso Locatelli si limitano al compitino. E come se non bastasse questo difetto, il ritmo della squadra è troppo lento senza la spinta di Alex Sandro a sinistra, compensata soltanto in parte dalle iniziative di De Sciglio, preferito a Danilo sulla destra. E così gli attaccanti non ricevono un pallone giocabile, per la gioia dei tre difensori centrali avversari, Lovren, Chistyakov e Rakitskiy, aiutati dai due esterni Barrios e Douglas Santos.

BRAVO SZCZESNY - La Juventus cerca di prendere l’iniziativa, ma la sua pressione è sterile. Soltanto Chiesa prova la conclusione con le sue classiche accelerazioni dalla sinistra senza mai impegnare però Kritsyuk. Szczesny, invece, respinge a fatica una conclusione in corsa di Claudinho dopo 18’, mentre poco prima dell’intervallo blocca senza problemi un colpo di testa di Chistyakov, bravo a saltare tra De Ligt e Bonucci. Poco in assoluto da parte dello Zenit, ma tanto rispetto al nulla offerto dalla Juventus che in tutto il primo tempo non effettua nemmeno un tiro nello specchio della porta avversaria. Nonostante questo deserto di idee e di occasioni, Allegri non cambia nulla e ripresenta gli stessi undici all’inizio della ripresa.

SEGNALE JUVE - Forse stimolati dai consigli del loro allenatore, Bonucci e compagni ripartono con un altro ritmo e non a caso, dopo 6’, finalmente la Juventus offre un segnale di risveglio. Morata, in posizione di trequartista, smarca McKennie che si sostituisce a lui come attaccante e devia di sinistro verso la porta, costringendo Kritsyuk alla prima deviazione della serata con una perfetta uscita. Lo Zenit, però, non si lascia intimorire e con un classico contropiede Claudinho, sfruttando la libertà concessagli da De Sciglio, sfiora il palo alla sinistra di Szczesny. Allegri a quel punto si convince a cambiare qualcosa, togliendo prima Locatelli e poco dopo gli invisibili Alex Sandro e Bernardeschi, per sfruttare la freschezza in mezzo al campo di Arthur, subito ammonito tra l’altro, e soprattutto la velocità di Cuadrado e Kulusevski sulla fascia destra, perché il colombiano si piazza proprio lì, con il conseguente dirottamento di De Sciglio a sinistra.

IL K.O. DI KULUSEVSKI - La partita è più aperta, perché le squadre si allungano e le emozioni aumentano. Al momento del dunque, però, lo scatenato Claudinho da una parte e il risvegliato McKennie dall’altra falliscono abbondantemente la mira. Il tempo passa e per sbloccare lo 0-0 Allegri si ricorda di Kean che nell’ultimo quarto d’ora ha il compito, non difficile per la verità, di far meglio di Morata. Meno minuti ha invece Ramsey per non far rimpiangere Bentancur. E’ questa l’ultima mossa di Allegri, che viene premiato proprio per i suoi cambi e le sue scelte, perché il gol del successo arriva quando De Sciglio, uno dei suoi pupilli che aveva spostato sull’altra fascia, pennella un perfetto cross per la testa di Kulusevski, bravo a deviare il pallone sul palo interno e quindi in rete. Mancano 4’ più 4’ di recupero, ma la Juventus stringe i denti e vola meritamente verso gli ottavi a forza di 1-0. Con tanti saluti a chi critica Allegri chiedendogli lo spettacolo.



IL TABELLINO

Zenit-Juventus 0-1


Marcatore: st 42' Kulusevski.

Zenit (3-4-3): Kritsyuk; Lovren, Chistyakov (43' st Yerokhin), Rakitskiy; Karavaev (16' st Sutormin), Wendel, Barrios, Douglas Santos; Malcom (24' st Kuzyaev), Dzyuba (16' st Azmoun), Claudinho (43' st Krugovoy). A disp. Kerzhakov, Byazrov, Mostovoy, Kravtsov, Kuznetsov, Khotulev. All. Semak.

Juventus (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro (13' st Cuadrado); McKennie, Locatelli (13' st Arthur), Bentancur (39' st Ramsey); Bernardeschi (13' st Kulusevski), Morata (31' st Kean), Chiesa. A disp. Pinsoglio, Perin, Chiellini, Danilo, Rugani. All. Allegri. 

Arbitro: Scharer (Svizzera).

Ammoniti: pt 31' Barrios (Z); st 1' Karavaev (Z), 15' Arthur (J), 49' Ramsey (J).