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Sarebbe ingeneroso maramaldeggiare con la Juve, in piena crisi non solo di gioco, ma d’identità: in questi casi ci vorrebbe un po’ di comprensione, qualche pacca sulle spalle e soprattutto una bella vacanza per tutti. Ma un sabbatico ora non è possibile.

Meglio allora, rivolgersi ai vincitori: quella del Milan, diciamolo subito, non è stata una gran vittoria. La squadra ha “traccheggiato” alla meglio, il gordo ha lavoricchiato ai fianchi la difesa juventina, Flamini ha imperversato un po’ alla cieca e i difensori hanno avuto la meglio contro due figuranti come Martinez e (Little) Toni. Non si prevedono belle figure rossonere (italiane in genere) sulla scena internazionale, anche se sperare costa poco.

Quel che dispiace, invece, sono le dichiarazioni di Ibra nel dopo partita. Ha detto che “i tifosi juventini dovrebbero pensare alla Juve, non a lui”. Nell’ ordine lo zingaro scandinavo si dimostra:

-sommamente ingeneroso verso la squadra che lo ha realmente sdoganato.

-poco professionale, perché i fischi in uno stadio ci possono stare, soprattutto nei confronti di chi ha mollato la nave che affonda.

-sprezzante, irridendo di fatto chi è in crisi.

Non sappiamo se abbia molto sofferto da bambino. Tanta aggressività mal riposta e la perenne spocchia di chi può stare solo in un ambiente in cui primeggia (il Milan, il Campionato italiano, non il Barca e la Liga) per coltivare il proprio senso di superiorità, ci fanno propendere per il sì.

Non se ne abbiano i tifosi juventini in questa triste ora: uno così è meglio perderlo, anche se poi ti fa perdere.